CITTA' DI VENEZIA - BENI, ATTIVITA' E PRODUZIONI CULTURALI
TEATRI E SPETTACOLOPROVINCIA DI VENEZIA - ASSESSORATO ALLA CULTURA
VORTICE - TEATRO FONDAMENTA NUOVE
MANIFATTURAE
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove | ottobre 2007 aprile 2008
Giovedì 17 e venerdì 18 aprile 2008, ore 21
TEATRO I
DARE AL BUIO (la fine l'inizio)
di | Letizia Russo
regia | Renzo Martinelli
con | Gabriele Benedetti, Paolo Cosenza, Federica Fracassi
aiuto regia e consulenza drammaturgia | Francesca Garolla
scene | Renzo Martinelli
tecnica | Marco Preatoni
ringraziamo per gli apporti teorici al progetto |Massimo Recalcati
produzione |Teatro i
coproduzione |Mittelfest
con il contributo di | IMAIE
Quello a cui assisterete tra poco è una specie di rito al quale conviene che tutti partecipino
M. YourcenarCera una volta Natascha Kampusch. Cera una volta Wolfgang Priklopil.
Cera una volta una città, una casa, una cantina.
Una bella bambina litiga con la mamma e si allontana da casa, si avventura da sola per la città. Un uomo che sembra buono la rapisce e la rinchiude nella sua cantina. Natascha dovrà superare molte prove per guadagnare la fuga, letà adulta e, forse, la libertà.
Quella di Natascha e Wolfgang è una fiaba, semplicemente. Cè una bambina indifesa, un orco dal quale scappare, una casa stregata nella quale Natascha rimane rinchiusa per lungo lungo tempo, otto anni. Il tempo di un incantesimo, o di una crescita. Una storia che potrebbe essere accaduta molto tempo fa, oppure appena ieri.
Dare al buio (la fine linizio) è uno spettacolo composto da due tempi diversi di un'unica storia che divora la storia di Natascha Kampusch e la reinventa nella fiaba di W e K.
Chi è il protagonista e chi leroe, chi il cattivo e chi il buono, qual è lincantesimo?
In Dare al buio (la fine) W si uccide. Viene esplorato, dilatandolo all'infinito, quel secondo di sconvolgimento del fluire del tempo e della geometria dello spazio che segue listante della morte di una persona amata. Il potere della parola evoca e ricrea il mondo isolato che W ha costruito per K. Il dato giornalistico si opacizza, i fatti diventano come il retro di uno specchio che ci guarda.
Dare al buio (l'inizio) è un disegno a due dimensioni. I personaggi, ridotti a pure figure, attraversano lo specchio per guardarci direttamente negli occhi. Ripercorrono gli eventi nel loro accadere, componendo una storia che appare allo spettatore come un imperscrutabile e a tratti feroce viaggio, composto da istanti separati e autonomi. Un tempo esploso, non cronologico ma circolare, che segue il ritmo delle pulsazioni della vita: l'educazione, l'amore, l'annientamento.Otto anni di vita e un solo secondo di morte hanno lo stesso peso, sulla bilancia di questa fiaba. Dare al buio significa dare alla luce in un mondo alla rovescia. Un mondo con le sue parole, i suoi gesti, le sue regole: il mondo di WK. W insegna a K un amore senza sesso, un amore di madre. K lo ricambia con fiducia, come un animale domestico, come un gatto. Eppure K rimane inafferrabile. K con il suo bagaglio di anima e ossa, è lunica cosa che W non riesce a controllare. Buoni e cattivi si confondono, ma qui i ruoli non sono scontati.
Una storia senza tempo, universale e archetipica, che va oltre ogni trama e ogni articolo di giornale, oltre ogni giudizio. Una fiaba che abbiamo deciso di abitare perchè ci riguarda. Una fiaba che è il rito della nascita e della morte, della paura e dellamore, dellincontro e della fuga. Un rito al quale si deve partecipare e che si ripropone, uguale e diverso in ogni storia, in ogni vita. E spesso il lieto fine è diverso da quello che ci si aspetta, ma la fine di una fiaba è la fine di una fiaba.
Teatro i, compagnia di produzione nata come Teatro Aperto e fondata da Renzo Martinelli, regista, e Federica Fracassi, attrice, gestisce dal 2004 l'omonimo spazio teatrale a Milano.La compagnia privilegia un'autonoma costruzione scenica, linguaggio portante vicino all'arte e alla scultura, in costante dialogo con una drammaturgia della contemporaneità.
La ricerca di questi anni (oltre a video e pubblicazioni presso le più importanti case editrici, performance e installazioni, reading) ha condotto alla realizzazione degli spettacoli: Sebastian, 1993; Lenti in Amore liberamente ispirato a Marguerite Duras, 1995/96, selezionato alla prima edizione di Scena Prima; Cuore d'infinita distanza liberamente rubato a Clarice Lispector, 1997; Legittima difesa, 1998; Quel m2 mai visto a partire da Samuel Beckett, 1998/99; Bassa fedeltà, 1999, cantiere di Scena Prima; MIRaMILANO, 2001, Maratona di Milano; La lente scura dai testi di Anna Maria Ortese , 2003. Nel 2000 il gruppo ha messo in scena La Santa di Antonio Moresco, edito da Bollati Boringhieri, che ha vinto il premio "Sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000" indetto dal Teatro di Roma. Del triennio 2001/2003 è il Progetto Caosmologia: la prima parte Sinfonia per corpi soli omaggio a Sarah Kane di Federica Fracassi, ha debuttato nell'edizione 2001 del Festival Oltre90 e ha ottenuto importanti riconoscimenti in occasione dell'edizione 2002 dei Premi Ubu. La seconda parte, Canti del caos di Antonio Moresco, ha debuttato nel luglio 2003 in collaborazione con Santarcangelo dei teatri, Mondrian Kilroy e Xing. Del 2004/2005 sono Kamikaze da Antonio Moresco, che ha debuttato all'interno del progetto Petrolio di Mario Martone a Napoli; La regina delle nevi da Hans Christian Andersen, un progetto di Federica Fracassi e Nicola Russo, che ha debuttato a Milano in coproduzione con il Festival Danae; nel febbraio 2006 è stato realizzato Elettra-Quel che rimane, liberamente tratto da Marguerite Yourcenar, per la regia di Francesca Garolla.
L'ultimo progetto del gruppo è stato dedicato a Thomas Bernhard: un primo studio intitolato, Il teatro è cominciato, presentato nell'ottobre 2005 e nel maggio 2006 la produzione di Prima della pensione, uno spettacolo che ha ricevuto diversi riconoscimenti da parte di pubblico e critica, tra cui anche la menzione d'onore a Fedrica Fracassi quale Miglior attrice emergente al Premio Duse 2006, e che è stato ospite di piazze prestigiose quali Le vie dei Festival di Roma e Vie scena contemporanea Festival di Modena.
Attualmente Teatro i prosegue il suo percorso strettamente legato alla drammaturgia contemporanea affrontando testi di giovanissimi autori. Dopo un primo approccio in forma di studio a Morbid di Fausto Paravidino, la prossima produzione verterà su una drammaturgia inedita di Letizia Russo.
Teatro i è stato inoltre promotore e organizzatore degli incontri: - Fare un teatro di guerra, una retro-prospettiva con incursioni teatrali e dibattiti dedicata a Mario Martone, in collaborazione con C.S.Leoncavallo, che ha dato vita a una pubblicazione, e un documentario video. In collaborazione con Oliviero Ponte di Pino è nato, a seguito di quest'iniziativa, un forum di discussione online sul sito www.ateatro.it.
- Scrivere sul fronte occidentale (Milano - 11 novembre 2001) che ha avuto un seguito editoriale per i tipi di Feltrinelli.
- Walkie-Talkie, incontri tra testo e scena, un progetto pluriennale sulla drammaturgia che ha inaugurato la collana 'i quaderni di teatro aperto" per la casa editrice Principe Costante.
- Bernhard, teatro e altre rabbie a cura di Sara Chiappori, Federica Fracassi, Renzo Martinelli, coordinato da Franco Quadri. Eugenio Bernardi e Massimo Marino, con interventi di: Alessandro Gassman, Paolo Graziosi, Roberto Herlitzka, Lorenzo Loris, Roberto Menin, Renato Sarti, Massimo Verdastro, Milena Vukotic
Il gruppo è stato tra i fondatori del sito culturale collettivo www.nazioneindiana.com
BIGLIETTI/TICKETS
Intero/Full price € 12
Ridotti/Reduced € 10
Soci Vortice € 8
Giovani a Teatro € 2.50Riduzioni ammesse: giovani (under 18), anziani (over 65), residenti Comune di Venezia, studenti fino a 26 anni (dietro presentazione libretto/tesserino), Rolling Venice, Carta Giovani
Informazioni e prenotazioni/Information and reservations:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it
PREVENDITE
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