Associazione Culturale di Danza e Teatro

con
Fabbrica Lumiére e Teatro Fondamenta Nuove


mercoledì 21 marzo, ore 16.30
giovedì 22 marzo, ore 21

Storia di Nin
scritto e diretto da Alberta Toninato

Con:
Vanni Carpenedo: Nin
Silvia Salvagno: Marì
Beppe Casales: Adolfo-forchetta, Lucio-letargo, Gnaghi-la pressa, Militare
Nicola Taroni: Tino-il trapano, Ivo-il guercio, Piero-la pera, Militare
Giovanna Boscarino: Isa-crocefisso, Nando-lo sfregiato, Indro-il timbro, Militare
Alberta Toninato: Arturo-l’uncino, Rosa-la matta, Wilma-la gatta, Nico-polpetta

Progetto scenico e luci: Federica Preto
Elaborazioni video e fonica: Stefano Viero
Fotografie di scena: Giovanni Tomassetti
Organizzazione: Elena Bergamaschi e Isabella Moro


NOTE DI REGIA

Il concetto dell’ “imbecillità del bene” (per utilizzare una felice formula con cui Paolo Rumiz apre il suo libro Maschere per un massacro), dei puri che vengono spesso sacrificati in una società che non integra, anzi, elimina “il diverso”, è un tema che ci sta particolarmente a cuore.

Nin, il nostro protagonista, è un puro.

Un bambino proiettato nel mondo degli adulti.

Un uomo che non ha mai smesso di essere bambino.

Una sorta di Arlecchino contemporaneo che della maschera mantiene solo gli aspetti più giocosi e ingenui, senza scaltrezza, senza volontà di gabbare gli altri.

Storia di Nin nasce dal desiderio di raccontare un personaggio.
Nin è un puro.
Un tipo un po' naif.
Un bambino proiettato nel mondo degli adulti.
Un uomo che non ha mai smesso di essere bambino.
Una sorta di Arlecchino contemporaneo che della maschera mantiene solo gli aspetti più giocosi e ingenui, senza scaltrezza, senza volontà di gabbare gli altri.

Storia di Nin nasce dall'esigenza di affrontare il tema della purezza e di come la presenza di questa componente - rara negli umani - spesso crei disagio, imbarazzo, inquietudine in una società dove la furbizia è considerata una qualità indispensabile per poter stare al mondo, in una società che non integra, anzi, elimina il diverso.
Nasce dall'urgenza di proporre una riflessione sull'emarginazione, sulla povertà, sul malcontento sociale che genera la spinta al cambiamento. Di raccontare lo scontro tra il desiderio di migliorare la propria condizione, da parte di chi sta peggio, e la forza, la violenza del potere, la volontà di mantenere le cose come stanno, da parte di chi ha trovato il proprio ruolo e i propri privilegi nel sistema.

Storia di Nin è il racconto di un viaggio di iniziazione, di scoperta, di conoscenza. Il racconto dell'incontro tra Nin e gli sconfitti della Storia, il "Popolo degli Scontenti" alle prese con l'organizzazione di un movimento rivoluzionario a cui Nin, ritrovatosi in un contesto più grande di lui, dovrà scegliere se unirsi o meno. É una storia in bilico tra drammatico e grottesco, tra fiaba e attualità, in cui si intrecciano la dimensione del sogno e quella della realtà, quella della vita e quella della morte. Dove lo spettatore, come Nin, può perdersi oppure cercare un suo percorso di significati.

É una storia che, proprio come il suo protagonista, prende forza dalla necessità di credere che un mondo migliore è possibile anche "fra dieci, cento, mille anni… coi tempi del bradipo…".
Alberta Toninato


IL PROGETTO

Storia di Nin è la seconda produzione dell’Associazione di danza e teatro Kairós, che da sei anni è attiva a Venezia nella formazione e nella produzione artistica.

Storia di Nin è un segno di continuità rispetto allo spettacolo precedente, Terre di nessuno, prodotto naturale della collaborazione tra una danzatrice e un’attrice, Silvia Salvagno e Alberta Toninato, fondatrici dell’Associazione.

Le due produzioni si distinguono nella ricerca di un codice personale che unisca due formazioni complementari, ricerca di un genere che non si può definire “teatro”, né “danza”, e nemmeno “teatro-danza”, ma al tempo stesso è strettamente legato a tutto questo.

Il lavoro di Kairós vuole approfondire lo sviluppo di due direzioni: quella tematica (scrivere i nostri testi risponde all’urgenza di parlare di ciò che ci sta a cuore, di cucire addosso a noi i temi, i personaggi, la lingua, le parole di mettere insieme tutto il nostro bagaglio far conciliare l’inconciliabile come in questo caso: un’Arlecchino contemporaneo e una rivoluzione culturale!); quella estetica (alla ricerca della contaminazione dei linguaggi: tra lavoro sulla parola, sulla danza, sulla musica come partitura complementare a testo e movimento, sui supporti tecnici: luci e video proiezioni).


RASSEGNA STAMPA

“In scena, come dice uno dei personaggi, “gli scontenti della storia”.

Di loro “non parlerà mai nessuno”, e qui diventano i protagonisti di una vicenda sempre in bilico fra presente, sogno ed evocazione del passato: c’è addirittura una separazione fisica nel palcoscenico a dividere la dimensione destinata alla memoria da quella riservata a un quotidiano sempre ingrato da cui, comunque, matura per la serie di curiose creature, uscite dalla fantasia di Alberta Toninato, la insopprimibile necessità di credere in un mondo migliore.
Sia le musiche che il disinvolto ricorso all’immagine in movimento in cui, con indubbia efficacia in un gioco co di rimandi vengono proposte, a riempire l’intero fondale, inquadrature e sequenze con gli stessi personaggi della pièce movimentano lo sviluppo di un “viaggio di iniziazione” dai toni ora surreali ora grotteschi che non chiude mai, complice il Nin disegnato in maniera convincente da Vanni Carpendo, le porte alla speranza.”
Giuseppe Barbanti (La Nuova Venezia, 26.10.2005)


“Sospeso tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti “Storia di Nin” è l’urlo dei vinti che per una volta riescono a far sentire la propria voce anche se, inevitabilmente, arrivano i vincitori a ricordare che i libri di storia li scriveranno loro: è sempre stato così e non sarà un manipolo di sognatori a cambiare le cose. E tuttavia sapere che “da qualche parte lì sotto” anime cercano il riscatto, basta per lasciare socchiusa la speranza e dare ottimismo al buio nel quale è costretto a vagare chi è ingenuo senza alcuna possibilità di malizia”. Anna Sandri (La Nuova Venezia, 27.2.2006)


KAIRÓS
L'Associazione Culturale di Danza e Teatro Kairós, viene fondata nel 2001 con l’obiettivo di promuovere il teatro e la danza, gestendo uno spazio in una città unica come Venezia; Le fondatrici sono Silvia Salvagno, coreografa e danzatrice, e Alberta Toninato, autrice e attrice di teatro, da anni attive nell'ambito della formazione. Kairós diventa presto un punto di riferimento per coloro che praticano la danza e per chi vuole avere un'esperienza teatrale; conta attualmente più di 400 soci. Lo spazio viene infatti aperto anche ad altre attività legate alla conoscenza e all'attenzione per il corpo e l'espressività, organizzando corsi di yoga, Tai chi, metodo Feldenkrais, Shiatsu, Contact Improvisation, attività di preparazione al parto, massaggi per neonati, psicomotricità, Metodo Funzionale della voce, canto. Oltre a queste attività che si svolgono durante l'anno da ottobre a maggio, vengono organizzati stages estivi e nei fine settimana, contattando professionisti della danza e del teatro che operano in Italia e all’estero.

Secondo fondamentale scopo dell'Associazione è anche la produzione di spettacoli, l'organizzazione di rassegne di danza, musica e teatro e non ultima la collaborazione con gli Enti e le Associazioni che operano in ambito artistico e sociale nel territorio.

Formazione e produzione teatrale sono considerate parti complementari nello sviluppo di un progetto unico, con l’obiettivo di creare un centro di formazione professionale per danzatori, un centro di approfondimento e di studio per attori, una compagnia di teatro e danza che produca spettacoli per adulti e per bambini su scala nazionale.

Alberta Toninato e Silvia Salvagno, nel settembre 2002, creano e interpretano lo spettacolo Terre di nessuno, presentato nell’ambito di numerose manifestazioni del territorio.

Nell’ottobre 2005 debutta presso il Teatro Fondamenta Nuove Storia di Nin, nuova produzione che coinvolge diversi artisti attivi nel Veneto.

Da novembre 2006 a febbraio 2007 l’Associazione presenta presso il museo di Ca’ Rezzonico quattro serate di letture dal titolo “Mare nostrum”, all’interno del progetto “Musealia”, organizzato dal Servizio Eventi del Comune di Venezia.

Nel febbraio 2006 al teatro di Santa Marta debutta con un ottimo successo di critica e di pubblico lo spettacolo “Il servitore in prova” tratto da “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni con la regia di Alberta Toninato, in co-produzione con Vortice Teatro Fondamenta Nuove con il sostegno di Comune di Venezia Assessorato alla Produzione Culturale Servizio Teatro e Spettacolo gli interpreti tra cui Vanni Carpendo, Stefano Rota, Paola Brolati e Lucia Schierano.


LA REGISTA

Alberta Toninato si laurea in lettere e si diploma alla Scuola di Teatro “Giovanni Poli” a l’Avogaria di Venezia nel 1991, partecipa alla fondazione nel 1996 della Compagnia L’Isola Teatro di Venezia con cui lavora in qualità di assistente alla regia e di attrice sotto la direzione di Virgilio Zernitz, in seguito come regista dello spettacolo di Teatro Ragazzi Due in Uno. Nel 1997 vince insieme alla collega Giovanna Boscarino il primo premio al concorso nazionale per attrici La parola e il gesto di Imola con presidente della giuria Glauco Mauri. Ottiene numerosi premi e riconoscimenti a livello locale e nazionale come regista-autrice degli spettacoli Il dritto e il rovescio, La voce di chi resta, Due in Uno. Tra il 1999 e il 2000 lavora con la regista milanese Serena Sinigaglia nel progetto In viaggio verso Sarajevo, in seguito al quale scrive e interpreta il monologo Al Bunduqija-il luogo delle genti diverse. Dal 1996 svolge attività di formazione teatrale in ambito scolastico e presso numerose iniziative promosse dal Comune di Venezia e in altri Comuni del Veneto. Nel 2001 fonda con la danzatrice Silvia Salvagno l’Associazione Kairós, dedicata alla formazione per la danza e il teatro. Nel 2002 creano insieme lo spettacolo Terre di nessuno. Nel 2005 scrive e dirige Storia di Nin. Nell’autunno 2006 cura e interpreta insieme a Sara Paolini e Vanni Carpendo quattro serate di letture dal titolo Mare Nostrum, presso il museo di Ca’ Rezzonico, all’interno dell’iniziativa Musealia promossa dal Comune di Venezia. Nel febbraio 2006 cura la regia de Il servitore in prova, tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, prodotto da Kairós in collaborazione con Teatro Fondamenta Nuove, Comune di Venezia e Università di Ca’ Foscari.


BIGLIETTI

Mercoledì 21 marzo ore 16.30
Intero 10 euro, ridotti 7 euro (associati AUSER, Circoli anziani)
Giovedì 22 marzo ore 21.00
Intero 10 euro, ridotti 8 euro (studenti fino 26 anni, soci Kairós)

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
per informazioni e prenotazioni: 041-2413530 (da lunedì a giovedì 16.30-19.30)
339 3950949
info@kairosvenezia.it

Kairós - Associazione Culturale di Danza e Teatro
web: www.kairosvenezia.it


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