SLIGO - VIAGGIO IN SENSO INVERSO
drammaturgia e regia | Sligo
interpretazione | Stefano Rota
composizione e live electronics | Davide Tiso
filmati e live video | Bibi Bozzato
disegno luci | Alessandro Scarpa
elementi scenici | Lupan
organizzazione | M&R Triolo
In collaborazione con
Comune di Portogruaro
Cooperativa Sociale A.P.E. (Portogruaro)


SLIGO - viaggio in senso inverso, performance multimediale per attore, live video e live electronics nasce da un testo autobiografico anonimo che racconta un percorso fatto di marginalità, tossicodipendenza, prostituzione e autodistruzione, interamente ambientato negli anni Ottanta. La voglia di rappresentare l'altra faccia degli anni dell'"edonismo reaganiano", di Drive In, DeeJay Television, della "Milano da bere". Dalla parte di chi non ricorda nemmeno cosa fosse il Live Aid, che non ha mai sognato di sposare Simon Le Bon. Di chi, in provincia, non e' mai stato paninaro, ma era consapevole di vivere in un posto dove c'erano più tossici percentuali che nelle grandi città.

Grazie all'unione dell'esperienza artistica di cinque tra i più creativi autori e performer della scena cinematografica e teatrale indipendente veneta (l'attore Stefano Rota, il musicista elettronico Davide Tiso, il videomaker Bibi Bozzato, il light designer Alessandro Scarpa e l'artista Lupan) e alla sensibilità del Comune di Portogruaro e della Cooperativa Sociale A.P.E., SLIGO - viaggio in senso inverso vedrà la luce nell'ambito della rassegna Dissezioni al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, sabato 25 novembre 2006 alle ore 21, con replica domenica 26 alle ore 17.

Diversamente dal teatro civile contemporaneo, oggetto di rinnovata attenzione da parte del grande pubblico, SLIGO non è un'affabulazione di ricordi e testimonianze che, grazie alla "gestualità" della parola teatrale, traccia un affresco in cui il pubblico sa, infine, riconoscersi. SLIGO è una confessione privata e "oscena", irrappresentabile perché corrotta dalla sostanza stessa che la determina, la droga, che fa brillare nitidi gli incubi peggiori in cui nessuno vuol più riconoscersi. Gli anni Ottanta della provincia veneta erano anche questo. Il messaggio civile di SLIGO consiste nell'atto stesso della messa in scena.

SLIGO - viaggio in senso inverso nasce nella zona d'ombra in cui si consuma un dramma interiore. Nei giorni vissuti in prima persona, senza testimone alcuno. Nella memoria infetta dalla droga, dolcissima e crudele. È da questa sostanza fertile, dovuta a un'esperienza dolorosa e necessaria, che il teatro di Sligo prende forma.
Il testo, più immediato di qualsiasi elaborazione letteraria di Irvine Welsh, disperato e visionario quanto una pièce di Sarah Kane, è la restituzione vivida di una catena di ricordi senza direzione né scopo alcuno. Lo spazio della memoria si chiude, ottenebrato dall'impressione viva di sensazioni fisiche incancellabili, talmente intense da forzare la parola nel tentativo di rinascere come esperienza.
L'eco di ogni sillaba di Sligo, interpretato da Stefano Rota, il riverbero di ogni gemito emesso, il fiato spezzato, esprimono l'inevitabile dissoluzione della sua voce interiore nel magma delle diverse coscienze che lo abitano. I live electronics di Davide Tiso costruiscono un paesaggio sonoro in cui la parola, abbandonata la propria sorgente, si muove e liberamente recita la propria parte, al di là del proprio significato. Le immagini elaborate da Bibi Bozzato, che dalla parola fioriscono, affiorano con la stessa sconvolgente energia di un ricordo permanente, grazie anche alle scenografie, agli elementi scenici e alle luci di Alessandro Scarpa e Lupan.
SLIGO è un'esperienza teatrale complessa in cui la scena si costituisce come spazio mnemonico. In scena non sono solo Sligo, gli anni Ottanta, la droga nella cittadina (Portogruaro) con una percentuale di tossicomani più alta che a Milano, ma l'insoddisfazione per la natura meccanica della memoria e insieme il processo generativo del pensiero e della soggettività che la memoria pone in atto. La scena della memoria non è solo l'illustrazione compiaciuta di un'esperienza marginale e rivelatrice, non è un semplice atto di denuncia, è qui l'esordio pieno della consapevolezza e della riflessione.


http://www.cineletteraria.com/?page_id=120



LIVE - Stefano Rota
Attore versatile del teatro d'autore, classico, d'improvvisazione e di ricerca, nonché autore e interprete di monologhi, si forma a Bologna con Alessandra Galante Garrone e, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, porta in scena alcuni classici della Commedia dell'Arte, di Carlo Goldoni, Ruzante e Shakespeare insieme a Carlo Boso e alla Cooperativa Tag Teatro. Negli anni Novanta recita per Elio de Capitani (Resti umani non identificati e la vera natura dell'amore e Roberto Zucco e I Turcs tal Friul di Pasolini), viene selezionato per la rassegna comica nazionale Riso in Italy e debutta come autore e interprete di monologhi con C'era una volta , una volta sì e tre no con il quale partecipa al festival dell'umorismo di Grottammare nel 1995.
Accanto alle interpretazioni per Fabio Modesti (Giulio & Carmine) e Pantakin da Venezia (La moglie muta), arriva il cinema che lo vede impegnato nel ruolo di coprotaginista, insieme a Stefania Rocca e Maddalena Crippa, del film Viol@ (1998) di Donatella Maiorca, vincitore del premio Solinas per la sceneggiatura e presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Nel 1999 porta in scena all'Olimpico di Vicenza per il Teatro Stabile del Veneto Il re cervo di Carlo Gozzi, per la regia di Eugenio Allegri. Autore con Sandra Mangini dei monologhi Patanostrada, Strade e Patanostrada, la Terra li interpreta rispettivamente nel 2000 e nel 2003, per la regia della stessa Mangini.
Attivo con Virgilio Zernitz (La Moscheta) e Mirko Artuso (L'anima sui cop, 2001), nel 2005 è in scena al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia con il Campiello di Carlo Goldoni, diretto da Giuseppe Emiliani. Ancora nel 2005 interpreta la parte di Fabio nel film indipendente Questioni di pelle diretto da Bibi Bozzato, con Fulvio Falzarano e Vitaliano Trevisan.

LIVE VIDEO - Bibi Bozzato
Regista indipendente, sceneggiatore, musicista e studioso è attivo tanto nel cinema quanto a teatro. Per il cinema ha diretto documentari di carattere storico-scientifico e artistico, come il recente Profili (2006), serie di ritratti di artisti contemporanei presentata al Centro Culturale Candiani di Venezia-Mestre, cortometraggi premiati nei maggiori concorsi nazionali del circuito indipendente e lungometraggi d'arte, sperimentali e a soggetto. Il suo Secondo Giovanni (2000) è stato proiettato nell'ambito di una rassegna nazionale del Cinit - Cineforum Italiano insieme ai lavori di Sergio Citti, Paolo Benvenuti e Luciano Emmer. Il più recente, Questioni di pelle (2005) è stato presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nello spazio Venice Film Meetin, mentre Franco Bagongo (2002), di cui è produttore e sceneggiatore ha vinto nel 2005 in qualità di migliore dark comedy al New York Independent Film Festival.
Ha realizzato una serie di istallazioni video per il teatro di ricerca, spaziando dal teatro musicale al teatro danza. Suo il video su multischermo che nel 2004 ha accompagnato la prima italiana di Odysseus' Women del compositore olandese L. Andriessen, in Campo Pisani a Venezia. Con Le Stanze di Aldo Aliprandi (2005), performance multimediale di teatro-danza realizzata insieme al Gruppo Krisis, del quale è parte, inaugura il sodalizio con l'ingegnere del suono Davide Tiso. Di ispirazione letteraria la recente regia de I dialoghi con Leucò (2006), su testo di Cesare Pavese, corredata di istallazione video e presentata in occasione del convegno "Omero Mediatico", organizzato dall'Università di Bologna.
Nel 2003 ha realizzato la serie di telefilm Vita da eroi per il circuito telestreet, messe in onda da Coming Soon Television e Arcoiris Tv con copertura nazionali, e sui network locali di Emi.li Tv. È anche autore del Sunsplash Tv News, notiziario del Rototom Reggae Sunsplash di Osoppo, parte di un progetto didattico in collaborazione con il Dams di Padova e la Scuola Nazionale di Cinema di Roma.
Per l'anno accademico in corso, è docente di Istituzioni di Regia presso il Dipartimento di Storia e Metodi di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università di Bologna.

LIVE ELECTRONICS - Davide Tiso
Ingegnere del suono e musicista elettronico, collabora alla realizzazione di opere musicali, colonne sonore per il cinema, performance interattive e istallazioni multimediali in teatri e spazi espositivi in Italia e all'estero, al fianco dei più grandi compositori italiani contemporanei. Nel 2001 realizza per Giorgio Battistelli i suoni di Impressions d'Afrique, lavoro presentato all'Opera National du Rhin di Strasburgo. Per Battistelli è curatore dei suoni anche di Embalmer, allestimento dell'Opera di Londra e di El otoño del Patriarca (2004), Riccardo III (Anversa, 2005), Il combattimento di Tancredi e Clorinda (Ravello Festival) e Prove d'Orchestra (Anversa, 2006). Nel 2002 ha ideato e realizzato il paesaggio sonoro di Big Bang Circus, opera di teatro musicale contemporaneo, commissionata a Claudio Ambrosini dalla Biennale di Venezia, nell'ambito del Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Bruno Canino. Con Adriano Guarnieri e con l'Orchestra Sinfonica della Rai realizza Terra del Tramonto, opera presentata nel 2003 al Lingotto di Torino. Per Carlo De Pirro ha curato, tra l'altro, i suoni di opere realizzate in collaborazione con il Teatro la Fenice di Venezia (Caos dolce caos, L'Angelo e L'Aura, 2004). Suo l'allestimento sonoro per Odysseus' Women, di Louis Andriessen, opera corredata dell'istallazione video realizzata dal regista indipendente Bibi Bozzato e presentata in prima italiana in Campo Pisani a Venezia nel 2004. Tra le numerose collaborazioni nell'ambito del teatro musicale contemporaneo, segnaliamo le creazioni per Stefano Taglietti, Paolo Furlani e Stefano Scodanibbio.
Membro, insieme e Bibi Bozzato, del Gruppo Krisis, compagnia attiva nell'ambito del teatro di ricerca, ha realizzato le opere A123 Metrocomunità (2002), Fenomenologie (2003), XXVII frammento (tratto dalla Divina Commedia), Fabula (2005) e Stanze (2005). È socio di Agon Ars Magnetica di Milano, gruppo con il quale collabora dal 2004.
È docente di musica elettronica, computer music, campionamento e produzioni multimediali presso importanti istituzioni, quali il Maggio Musicale Fiorentino e l'Accademia di Belle Arti di Venezia.

LIGHT DESIGNER - Alessandro Scarpa
Light designer tra i più creativi della scena indipendente nazionale, predilige il teatro ma da sempre è attivo anche in ambito strettamente musicale, seguendo le tournèe di Mtv Brand New e gli allestimenti di Ustmamò, 99 Posse, Estra. Attivo nel teatro di impegno civile, classico, comico e nelle sperimentazioni di teatro-danza, è light designer del Bel Teatro di Padova, dove ha curato, tra gli altri, gli allestimenti di Vajont - Storia di una catastrofe di Sandro Buzzatti e Il diario di Anna Frank di Roberto Innocente. Ideatore delle luci per Naira Gonzales e Mirko Artuso, (Amleto l'eroe che pensa, Figli senza padri, Calderon di Pier Paolo Pasolini) ha curato a Venezia gli allestimenti di Labirinto Mare e Ombra di Luna per la regia di Marcello Chiarenza, esperienze di teatro-danza open air in cui la luce, fondendosi con l'ambientazione naturale, era in grado di mutare il paesaggio in quinta teatrale. Ideatore delle luci anche per il teatro comico, si è cimentato tanto nelle commedia cinquecentesca (La Moscheta per la regia di Virgilio Zernitz o I dialoghi di Ruzante, per la regia di Alessandro Bressanello), quanto nel cabaret contemporaneo, affiancando il comico Paolo Hendel (Alla Deriva, Il Meglio di Paolo Hendel, Occhio alla Penna, W l'Italia). Per il Dmt della Biennale di Venezia, ha ideato le luci di Camera Obscura di Marco Di Bari per la regia di Andrea Taddei.

ELEMENTI SCENICI - Lupan
Lucia Peruch, in arte Lupan, da oltre dieci anni milita nel collettivo Mutoid Waste Company, gruppo europeo di scultori meccanici in grado di trasformare i rottami in opere di poesia della mutazione. Nomadi per vocazione, i "mutoidi" sono tra i più significativi e liberi interpreti della postmodernità: residui del mondo industriale, i rottami abbandonano il paradigma di progresso e funzionalità che li ha generati per dar vita a nuove forme, spesso in posizione critica rispetto allo spazio che le ospita. Attiva anche al di fuori della Mutoid Waste Company, Lupan allestisce spettacoli di palco, parate di strada (Carnevale dell'eccesso a Milano, EuroKarkass Tour di Zurigo), animazione e arredo di locali (Cellophane di Rimini, Area 51 di Bologna, Mad di Torino) e spazi espositivi (Triennale di Milano, Padiglione Mars di Venezia). Nel 2002 ha partecipato alle celebrazioni per il Centenario dell'Esposizione delle Arti Applicate a Torino, realizzando il Tempio Metalmeccanico, tuttora in esposizione al Campo Mutoid di Santarcangelo di Romagna, sede italiana della Mutoid Waste Company. Esposte anche al Museo d'arte contemporanea MIAOO di Torino, le sue creazioni di rottami hanno ispirato anche il mondo della moda (Gaetano Navarra, Daniel Poole) e il cinema: suoi alcuni costumi per il film Da zero a dieci di Luciano Ligabue.

GRAFICA - Cooperativa Sociale A.P.E.
Nata nel 1984, nei pieni anni Ottanta del benessere ma anche dell'eroina e dell'emarginazione, la Cooperativa Sociale A.p.e. (agire per elevare) di Portogruaro è attiva nell'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Assegnataria di appalti per Asl ed Enti Locali per pulizie, giardinaggio, gestione di parcheggi, traslochi e facchinaggi, la Cooperativa ha avviato una serie di Laboratori Protetti, tra i quali il Laboratorio Grafico che ha realizzato in esclusiva i materiali pubblicitari per SLIGO.
Cinque i programmi di recupero della Cooperativa: Liberi dalle Droghe (per il recupero dei tossicodipendenti e degli alcolisti); Nati liberi (per il reintegro dei disagiati psichici); LiberaMente (ponte di collegamento con il mondo del lavoro); i Laboratori Protetti (in via di espansione); Le ali della Libertà (in alternativa al carcere). La Cooperativa Sociale A.p.e. ha deciso di appoggiare la produzione di SLIGO quale momento di sensibilizzazione alla realtà della tossicodipendenza, credendo nel teatro come strumento necessario al risveglio delle coscienze.


Informazioni:
041 5224498, produzioni@teatrofondamentanuove.it

Vortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it


Vortice

--------------------------------------------------------------------------------

home