NOTE DI REGIA di Giuseppe Emiliani

Ignoravo, quasi, la poesia indiana.
Non pensavo potesse essere così alta...
Versi che sorprendono per la "modernità" delle immagini che esprimono...
Il Tempo sembra non essere passato.
In queste antiche liriche il Tempo sembra non esistere.
Ogni poesia è dominata da un tempo mitico: il tempo dell'Amore.
Gli eventi interiori che vengono descritti non hanno una storia che si possa rintracciare e dispiegare nel tempo: avvengono in una Zona di Silenzio, fuori del tempo obiettivo. Così, ogni emozione, ogni immagine, è come se "apparisse" all'improvviso...Quasi evocata...

I protagonisti delle liriche, un uomo e una donna, (o forse Ogni Uomo e Ogni Donna) vivono l'Amore Estremo, senza sottrarsi né al peso accumulato dal Desiderio, né alle fitte pulsanti della Gelosia, né alla contemplazione stupita della Bellezza...
Lo spettacolo (costruito su continui duetti amorosi) non racconta una storia d'amore, ma evoca l'amore nella sua essenza. L'aspirazione e la tensione continua alla estrema unione che non si raggiunge mai, se non per brevi attimi. Attimi che ci segnano, indelebilmente, nell'anima ....

Ho coinvolto in questo spettacolo i partecipanti al corso FARE TEATRO che ha avuto luogo nei mesi da ottobre a dicembre presso il Teatro Fondamenta Nuove.
Assieme ai miei allievi abbiamo immaginato un pubblico itinerante entrare nella varie stanze dell'amore..
Un labirinto di luoghi, immagini e parole....
Parole che evocano immagini...
Immagini nel ricordo che evocano parole...
Parole intrise di sensualità....
Parole amplificate da memorie inconsce...
Parole percorse da sussulti, languori, smarrimenti....
Per una notte è concesso smarrirsi nelle stanze dell'amor furtivo.
E' concesso perdersi nel labirinto della passione.
Ascoltare i moti violenti o impercettibili del cuore. Fino a mezzanotte.

Giuseppe Emiliani

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