venerdi 6 e sabato 7 gennaio ore 21
domenica 8 gennaio ore 17 e ore 21
compagnia di teatro I Fratellini
gruppodacapopresentano
la venexiana
di anonimo del '500Interpreti
Iulius iuvenis foresterius Stefano Scandaletti
Anzola domina vidua Michela Martini
Nena Angelae serva Daniela Foà
Valiera domina nupta Stefania Felicioli
Oria Valeriae serva Giorgia Nordio
Bernardus baiulus Lino Spadaroregia Stefano Pagin
costumi Paolo Bertinato
scene Stefano Poli
assistente alla regia Federica Sgoifo
allestimento Franco Lupi - Vincenzo Caruso
direttore organizzativo Ludovica de Caris
foto di scena Giovanni TomassettiProduzione compagnia di teatro I Fratellini in collaborazione con gruppodacapo
Si ringrazia il teatro a l'Avogaria per aver collaborato all'allestimento dello spettacolo
in collaborazione con
Vortice - Teatro Fondamenta Nuove
Comune di Venezia - Assessorato alla Produzione Culturale
Note di regia
La Venexiana del titolo sta ad indicare la storia ambientata a Venezia; ma protagoniste della vicenda sono due donne patrizie della città: Valiera e Anzola. Loro desiderano, e con l'aiuto dei servitori riescono a possedere, un giovane forestiero appena arrivato: Iulius. Questo è un testo erotico, fra i più alti che la tradizione veneta e italiana abbiano prodotto nel Cinquecento, originale sotto molti aspetti.
La forza del coraggioso e inedito desiderio carnale delle due donne è scaturita dalla loro condizione di recluse e dall'aridità sentimentale delle loro vite: Anzola è vedova, Valiera sposata con un uomo incombente ma inesistente.
Il tempo, per me, è forse il simbolo centrale di questo testo: tempo lento e inesorabile, tempo irripetibile, tempo volubile di ardore giovanile. Queste tre diverse percezioni mal si fondono insieme, il loro scontrarsi ed elidersi procura la scoperta della differenza fra la proiezione fantastica e la più piccola, ma non meno tenera, realtà; e pervade la vicenda di un senso di attesa, un senso di incompiutezza e inconcludenza.
Stefano Pagin
Il testo e la sua storia
La Venexiana è una commedia che nella tradizione teatrale cinquecentesca ricopre un ruolo di assoluto rilievo, offrendo un inedito quanto ardito spaccato del mondo aristocratico veneziano, dove gli interni domestici diventano lo spazio d'azione di un fervore erotico audacemente dichiarato e rappresentato. L'unicità di questo testo risiede, come ha ben delineato Giorgio Padoan, in uno "stupefacente rovesciamento delle parti: le metafore amorose che una massiccia tradizione letteraria attribuiva saldamente al maschio sono qui dette da donne, che parlano dell'uomo [ ] come di zucchero, manna, piacere sensuale, strumento di godimento. Le donne, insomma, sono viste come soggetto, e non oggetto, del desiderio erotico. [ ] Nel teatro regolare (non solo cinquecentesco) al più solo al personaggio della serva, proprio perché di ceto subalterno e relegata nel mondo animalesco dell'istinto, era consentita qualche rapida battuta lasciva. Qui due nobildonne, vedova l'una e giovane sposa l'altra, sono presentate in momenti di bruciante confessione". [G. Padoan, a cura di, La Venexiana, Marsilio, Venezia 1994, pp. 11-12]
Il merito della scoperta di questa straordinaria commedia si deve al filologo Emilio Lovarini, che per primo la trascrisse e pubblicò nel 1928 per la casa editrice Zanichelli. Il testo, che ci è pervenuto in un unico manoscritto d'autore anonimo, tuttora conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana, è databile alla prima metà del Cinquecento e, sulla base di accurate ricerche d'archivio, sembrerebbe ispirarsi a fatti di cronaca o, forse, maldicenze mondane che, negli anni 1535-37, coinvolsero alcuni esponenti del miglior patriziato veneziano. È in quest'ambito d'indagine che il Padoan individuò come indubitabili protagoniste della commedia tali Anzola Valier, vedova dell'illustre uomo politico Marco Barbarigo, e Valiera Valier, sposa di Giacomo Semitecolo, un alto magistrato dello Stato che in quegli anni ricopriva la carica di Avogador di Comun.
Di grandissimo livello artistico, grazie all'eccezionale essenzialità e all'incisività con cui sono tracciati i caratteri dei personaggi, La Venexiana si distingue anche per l'efficacia dei diversi piani linguistici adottati: l'italiano del giovane Iulius, straniero di provenienza lombarda, cui si affiancano il veneziano delle due nobildonne e delle rispettive serve, nonché il bergamasco del facchino. "Dialetto aspro [quest'ultimo], che tanto spesso nelle commedie rinascimentali è mero strumento di gioco espressivistico, qui è ritratto con intendimento realistico, brusco e rozzo come chi lo parla, elemento caratterizzante, non caricaturalmente degradante; come del resto è per il gentile e sensuale veneziano delle donne, e per l'italiano cortigiano e lezioso di Iulius, che è in perfetta sintonia con il suo vestire leccato e i suoi modi un tantino artefatti". [Padoan, ivi, p. 15]
Rassegna stampaAvogaria compie 35 anni e regala "La Venexiana" con un cast d'eccezione
Venezia - Un regalo per festeggiare i 35 anni di attività dell'Avogaria. [ ] Un cast davvero di primo piano che si riunisce, si può dire per la prima volta, attorno al capolavoro del XVI secolo [ ].
Massimiliano Cortivo - CORRIERE DEL VENETO, 5 gennaio 2005
Superba Venexiana all'Avogaria
Venezia - Strepitoso debutto, l'altra sera, al Tatro a l'Avogaria, di "La Venexiana", classico del Cinquecento di autore anonimo [ ].
Stefano Pagin, regista, ha avvolto la ronde sessuale a tre d'un suadente, coinvolgente motivo musicale di Jan Garbarek. Sottolineatura in qualche modo "ruffiana" degli accadimenti che fa svolgere nel limitato spazio del palcoscenico con un'invenzione scenografica [ ] tanto semplice quanto geniale: semplicemente una paretina ruotante che di volta in volta diventa muro affacciato sulla strada e interno d'appartamento. [ ]
Il veneziano usato è quello dei dialoghi originali. Fedelissimi al testo. Arcaici quindi, ma efficacemente espressivi. Serviti su un piatto d'argento dalla bravura dei singoli interpreti. Un team di sei attori d'altissima professionalità [ ]. Le chiamate alla ribalta da applausi scroscianti sembravano non avere fine. Successo pieno.
Piero Zanotto - IL GAZZETTINO, 7 gennaio 2005
Questa "Venexiana" vibra di emozione vitale
Si replica fino a domenica al Teatro a l'Avogaria "La Venexiana" [ ]. Questa nuova produzione ha preso corpo al di fuori dei tradizionali circuiti: e probabilmente deve a questo il grande rispetto per una lingua mai addolcita nell'intento di agevolare lo spettatore nella comprensione, ma, in compenso, capace di evocare in maniera più penetrante con le sue secche sonorità gli stati d'animo di personaggi, i cui nomi non sono stati per nulla italianizzati.
E così Valiera e Anzola, per ragioni diverse - la prima mal amata, la seconda vedova -, spinte come annota il regista "dall'aridità sentimentale delle loro vite", lottano contro il tempo che le priva di un'esistenza che sentano degna d'essere vissuta: e vedono entrambe nella relazione con il giovane forestiero Julius l'opportunità di dare una svolta attesa alle loro giornate. [ ]
"La Venexiana" non ha piccole "parti". E fondamentale per l'esito squillante di questo testo, che ha un finale aperto, sono state le interpretazioni dei servitori decisivi per animare quel complesso intreccio che porta Anzola e Valiera a realizzare i loro desideri. La scenografia [ ] si rivela molto funzionale, un pannello girevole il cui ruotare consente la creazione di diversi luoghi. Gli inetrpreti sono da elogiare in blocco per la maiuscola prova d'attore fornita sotto l'impeccabile direzione di Stefano Pagin.
Giuseppe Barbanti - LA NUOVA VENEZIA, 7 gennaio 2005
Stefano Pagin
Nasce a Venezia e qui si diploma attore presso la scuola del Teatro a L'Avogaria. Come interprete viene diretto da numerosi registi tra cui: Lindsay Kemp in Flowers da J. Genet e Midsummer Night Dream di Shakespeare, Carlo Boso in Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni e Il Mercante di Venezia di Shakespeare, Giuseppe Emiliani ne Il Giocatore e Il Campiello di Goldoni, Maurizio Scaparro ne L'Enfant e le Sortilège di M. Ravel, Benno Besson ne L'Amore delle Tre Melarance di S. Prokofev.
Nel corso della sua carriera si instaura una lunga e proficua collaborazione con il regista Giorgio Marini che lo dirige in numerosi lavori tra cui Dido e Aeneas di H. Purcell, Gita al faro di V. Woolf, Tre racconti gotici di K. Blixen, Lulù di A. Berg, Il castello di Barbablù di B. Bartòk, Erwrtung di A. Schoenberg. Oltre ad essere diretto da Marini come attore, lo affianca come aiuto regista in diversi suoi lavori tra cui: Wozzek di A. Berg, Carillon di A. Clementi, Riunione di famiglia di T. S. Eliot.
Come regista firma i seguenti lavori: La Cameriera brillante di Goldoni per la Compagnia Pantakin da Venezia, Le Massere e Il Quartiere fortunato di Goldoni e Mamole e Buli di G. Poli per il Teatro a l'Avogaria, La Serva padrona di G. B. Pergolesi per il Festival Galuppi di Venezia, La Signora e il Venditore Ambulante di Shay'Agnon e Il Prodigio di I. Singer per le comunità ebraiche di Roma e Venezia, Fonès-voci di K. Kavafis per L'Istituto Ellenico di Venezia.
Michela Martini
Nasce a Venezia dove frequenta la scuola del Teatro a L'Avogaria prima di trasferirsi a Roma dove si diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico". Debutta come protagonista nella Bettina per la regia di Luca Ronconi e successivamente viene scelta per il ruolo di Desdemona nell'Otello di Shakespeare sotto la direzione di Carmelo Bene.
Viene in seguito diretta da Roberto De Simone ne La figlia di Iorio e contemporaneamente inizia una collaborazione decennale con Veneto Teatro interpretando numerosi ruoli in commedie di Goldoni, Marivaux, Ruzate con le regie di Sequi, De Bosio, Salvati. Con I Rusteghi inizia la fruttuosa collaborazione con Massimo Castri con il quale lavora anche ne La trilogia della villeggiatura di Goldoni e nell'Oreste di Euripide.
Attualmente collabora con la compagnia I Fratellini portando in scena Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni e Don Giovanni di Molière entrambi per la regia di G. Emiliani.
Stefania Felicioli
Nasce a Venezia e studia alla scuola del Teatro a L'Avogaria debuttando professionalmente per la compagnia Veneto Teatro ne Il Campiello di Goldoni con la regia di S. Sequi. Da quel momento oltre che da Sequi viene diretta in ruoli prestigiosi da registi quali Maurizio Scaparro, Luigi Squarzina, Gianfranco De Bosio, Guido De Ponticelli, Gigi Proietti, Lorenzo Salvati.
La collaborazione con il regista Massimo Castri la porta a recitare ne I Rusteghi - Premio Eleonora Duse 1992 come migliore attrice emergente -, ne La Trilogia della Villeggiatura - Premio Biglietto d'oro AGIS come migliore attrice non protagonista -, nell'Oreste di Euripide nel ruolo di Elettra, in Fede, Speranza e Carità di Odon von Horvarth nel ruolo di Elizabeth, ne Gli Innamorati di Goldoni nel ruolo di Lisetta ed in Ifigenia di Euripide nel ruolo di Ifigenia.
Riceve numerosi altri premi quali il Premio Histrio 2000 all'interpretazione, il Premio Prima Fila Salvo Randone 2000 ed il Premio Eleonora Duse 2000 come migliore attrice, dove viene segnalato anche il suo esordio alla regia con Sillabe di Seta tratto dalle opere di E. Dickinson e prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. Come regista firma anche Sopra un palco d'acqua da un'ideazione di M. Bonomi e Portausdeuropa di M. P. Daniele.
Stefano Scandaletti
Nasce a Padova e giovanissimo frequenta la scuola del Teatro a l'Avogaria dove viene diretto da Beppe De Meo in Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Lino Spadaro ne La Commedia degli Zanni di G. Poli, Stefano Pagin ne Le Massere di Goldoni, Adriano Iurissevich ne Il Cavaliere del Pestello Ardente di F. Beaumont, Virgilio Zernitz in Tamburi nella notte di B. Brecht. Il suo percorso professionale si arricchisce di nuove produzioni teatrali tra cui ricordiamo Il Bugiardo di Goldoni diretto da F. Capitano, Giulietta e Romeo di Shakespeare per la regia di Gigi Proietti, Amleto di Shakespeare diretto da A. Calenda, con cui lavora anche ne La Rappresentazione della Passione.
Nel corso degli anni diventano sempre più numerose le sue partecipazioni ad importanti produzioni cinematografiche: I Piccoli Maestri di D. Luchetti, Mari del Sud di M. Cesena, Pinocchio di R. Benigni, Alcide de Gasperi di L. Cavani e Renzo e Lucia di F. Archibugi in cui ricopre il ruolo del protagonista.
Lino Spadaro
Nasce a Busto Arsizio (VA) e si diploma alla scuola del Teatro a l'Avogaria sotto la guida di Giovanni Poli. Negli stessi anni consegue la laurea in Architettura.
La sua carriera artistica è ricca di proficue ed assidue collaborazioni con teatri e compagnie di grande rilievo: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Compagnia Napoli Nuova, Il Gruppo della Rocca, Compagnia Valeria Moriconi, Assemblea Teatro, Gitiesse Spettacoli, Teatro Eliseo di Roma, Teatro Filodrammatici di Milano, le Orestiadi di Gibellina, Teatro greco di Siracusa. Nel corso degli anni è stato diretto da registi quali: R. Guicciardini, G. De Monticelli, M. Missiroli, E. Marcucci, M. Scaparro, G. Emiliani. Dal 2001 entra a far parte della compagnia I Fratellini.
Accanto alla carriera di attore porta avanti da anni un'intensa attività di regista teatrale firmando gli spettacoli: Las Spagnuolas di A. Calmo, La Commedia degli Zanni da testi di Commedia dell'Arte, Il vascello di carta liberamente tratto da F. Saverio Cabrini, Pazze regine di F. Arrivas e R. Sicco, L'ultima notte di Giordano Bruno di autori vari, Il deserto dei Tartari di D. Buzzati adattamento di G. Davico Bonino, Più di mille giovedì di M. Carlotto, Parole spezzate tratto da "Carta abierta a Pinochet" M. A. De La Parra, Il Diario di un Pazzo di N. Gogol, La Vita è Sogno di P. Calderón de la Barca, Fanciulla, cane e padrone da opere di I. Svevo, Polvere di M. Carlotto.
Daniela Foà
Nata Venezia, si forma alla scuola di Giovanni Poli, sotto la guida diretta del fondatore e direttore del Teatro a l'Avogaria e prende parte a tutti gli spettacoli da lui realizzati, partecipando anche a numerose tournées all'estero. Tra le numerose produzioni ricordiamo: La Commedia degli Zanni da canovacci di Commedia dell'Arte, L'Alfabeto dei Villani da documenti anonimi e Ruzante, Gli Ultimi Carnevali di Venezia da anonimi del '700 e Goldoni, L'Augellin Belverde di Carlo Gozzi, Il Travaglia da Ruzante, Calmo ed altri autori rinascimentali.
Continuando la sua collaborazione con il Teatro a L'Avogaria anche come insegnante di Espressione della Voce e Pratica Scenica presso la scuola, lavora come attrice per numerose altre compagnie italiane venendo diretta tra gli altri da C. Boso, G. Emiliani, A. Bressanello, Kuniaki Ida. Ha inoltre partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e lungometraggi televisivi come Viaggio a Goldonia di U. Gregoretti, Come Quando Fuori Piove di M. Monicelli per cui ha lavorato anche nel lungometraggio Rossini Rossini.
Giorgia Nordio
Nasce a Venezia e si diploma attrice presso la scuola del Teatro a l'Avogaria entrando immediatamente nella compagnia del teatro. Qui partecipa a numerosi spettacoli tra cui I Pettegolezzi delle Donne di Goldoni per la regia di B. De Meo, La Finta Ammalata di Goldoni e I Mariti di A. Torelli per la regia di B. Morassi. Inizia inoltre una proficua collaborazione con il regista Stefano Pagin da cui viene diretta in Mamole e Buli, testo a quadri di Giovanni Poli, Il Quartiere Fortunato di Goldoni, La Signora e il Venditore Ambulante di Shay'Agnon e Il Prodigio di I.Singer, Le Massere di Goldoni. Vincitrice di una borsa di studio, nel 2004 segue la messinscena di Antigone di Sofocle per la regia di Jacques Nichet presso il Théâtre National de Toulouse in Francia. Nel 2005 consegue il diploma di Master in Management per lo Spettacolo organizzato dall'università G. Bocconi di Milano e dall'Accademia d'arti e mestieri del Teatro alla Scala.
Paolo Bertinato
Nasce a Codigoro (FE) e si forma alla scuola del Teatro a l'Avogaria. La sua carriera di costumista lo vede impegnato in produzioni teatrali di prosa e liriche. Collabora con importanti scenografi e costumisti tra cui Antonio Fiorentino e firma lui stesso i costumi di numerosi spettacoli. Particolarmente proficuo è l'incontro con il regista Nanni Garella che lo vuole al suo fianco in produzioni quali Sei personaggi in cerca di autore di L. Pirandello, Miseria e Nobiltà di E. Scarpetta, I Giganti della montagna di L. Pirandello. Nel corso degli anni ha collaborato con numerosi altri registi tra cui: B. Jerkovich, B. Morassi, L. Spadaro, B. De Meo, S. Pagin. Ha inoltre realizzato alcuni costumi per il Museo di storia del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo a Venezia.
Stefano Poli
Nasce a Venezia e segue da vicino l'esperienza teatrale del padre, Giovanni Poli, con il quale collabora in qualità di scenografo. Laureatosi in architettura presso lo IUAV di Venezia continua ad affiancare alla sua attività di architetto la passione per il teatro firmando le scenografie di numerosi spettacoli: L'Alfabeto dei Villani da documenti anonimi e Ruzante, La finta Ammalata di Goldoni, Il Corvo di C. Gozzi, La Turca di G. B. Della Porta, Le Massere di C. Goldoni, Lo Schiavetto di G. B. Andreini, La Turandot di C. Gozzi, Le Morbinose di C. Goldoni, L'Augellin Belverde di C. Gozzi
Federica Sgoifo
Nasce a Udine e si diploma attrice a Venezia. Prosegue il suo percorso di formazione in Italia e all'estero con alcuni attori e registi particolarmente attivi nella ricerca teatrale tra cui Mamadou Dioume e Yoshi Oida, Z. Molik, E. Barba, N. Gozales. Importanti nel suo percorso sono stati anche gli insegnamenti avuti da G. De Bosio, M. Flache, V. Zernitz presso il Teatro Stabile del Veneto. Come attrice è stata diretta tra gli altri da G. Emiliani ne La Tempesta di Dryden, M. Stefanache ne Le Troiane di Euripide, C. Buchwald e S. Vérite ne Le Mariage de Figaro di Beaumarchais.
Come aiuto regista e trainer teatrale ha lavorato con diversi registi tra cui L. Valentino, T. Tesche Metzen, V. Amato ed ha firmato due regie: La Sirenetta tratta dall'opera di M. Yourcenar e Le Tribolazioni di un Drammaturgo di G. de Chiara.
BIGLIETTI
Ingresso € 12
Ridotti € 10
Soci Vortice € 7
Giovani a Teatro € 2.50Riduzioni ammesse: residenti nel Comune di Venezia, giovani (under 18), anziani (over 65), studenti fino a 26 anni (dietro presentazione libretto/tesserino), Rolling Venice, Carta Giovani
Informazioni e prenotazioni:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.itPREVENDITE
Presso il Teatro Fondamenta Nuove un'ora prima degli spettacoliVortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it