BIENNALE MUSICA 2009
VORTICE - TEATRO FONDAMENTA NUOVE
TEATRO STABILE DEL VENETO


Venezia, Teatro Fondamenta Nuove

Giovedì 24 settembre, ore 19
Le Baccanti - études
Presentazione al pubblico laboratorio musicale di creazione su Le Baccanti di Euripide
a cura di Christian Cassinelli e Giuseppe Emiliani

INGRESSO LIBERO

Giovedì 24 settembre alle ore 19, al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, verranno presentati al pubblico, in un incontro a ingresso libero, gli esiti del laboratorio di creazione delle musiche per lo spettacolo "Le baccanti" di Euripide, che il regista Giuseppe Emiliani farà debuttare il 14 ottobre al Teatro Olimpico di Vicenza.

Le musiche di scena per Le Baccanti di Euripide sono state commissionate dal direttore della Biennale Musica, Luca Francesconi, per il 53. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, a Christian Cassinelli, giovane compositore che ha lavorato con materiali musicali tratti da La Corale, dal Coro del Sacro Rosario e dal Coro Arcei di Siurgus Donigala (Cagliari), con la collaborazione di Roberta Cassinelli al clarinetto, e che sono stati poi rielaborati attraverso un vero e proprio laboratorio di creazione musicale al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia tra il 18 e il 24 settembre.

Durante la presentazione, il compositore e il regista, assieme agli attori delle Baccanti (Laura Marinoni, Virgilio Zernitz, Marcello Bartoli, Francesco Migliaccio, Dely De Majo, Susanna Costaglione), condivideranno con il pubblico il percorso svolto, facendo ascoltare le musiche originali e illustrandone con esempi il rapporto con il testo.


Note del compositore
"Il lavoro parte da una riflessione sul tempo. Due diverse temporalità coesistono nelle Baccanti: un tempo direzionato, che è quello della divinità, e un tempo circolare, che è quello dell'uomo. Non c'è direzionalità nelle vicende umane, ma solo lettura e rilettura di eventi già determinati. Ne deriva il ricorso frequente alla ripetizione, sia di elementi singoli che di intere sequenze, attraverso la tecnica del loop. L'intera struttura musicale è quindi concepita come una cornice temporale, una sorta di timeline che mette anche in risalto la scelta registica di far cominciare la tragedia con la scena della catastrofe già avvenuta.
Le sezioni recitate e cantate dagli attori in scena, in particolare le parti in greco affidate a Dioniso e al Coro, servono da base per le parti di elaborazione elettronica, per la quale sono stati utilizzati anche altri materiali (voci maschili e femminili, suoni di natura e ambientali).
Sul piano formale il lavoro si articola attorno a tre nuclei fondamentali, culmini rappresentati dai tre urli di Pènteo, Dioniso e Agave. La struttura portante è rappresentata invece dagli stasimi, ciascuno dei quali riprende e sviluppa elementi presentati negli stasimi precedenti, secondo un meccanismo di segnali e di rimandi molto importante per la memoria percettiva. La stessa tecnica dei rimandi semantici a distanza viene utilizzata anche per le altre sezioni, come i dialoghi e gli interventi dei due messaggeri.
Si chiarisce così anche l'idea di scindere, di sdoppiare eventi clamorosi, come la distruzione della reggia, o l'urlo silenzioso di Agave. C'è una netta schizis temporale tra il frastuono della volta che si schianta (il sacro terremoto nel terzo episodio, reso come un grande attacco ma senza nessuna desinenza, come un ambiente sonoro "secco", che introduce l'elemento del fuoco) e il silenzio delle polveri e dei detriti che si depositano lentamente al suolo (che invece si trova nel prologo). L'allucinazione di Pènteo è poi resa attraverso la duplicazione e conseguente distorsione delle figure, mentre il dolore della madre è espresso in un lamento, quasi una litania funebre dai toni arcaici.
Come il testo, anche la musica predilige sonorità crude, mai levigate, e suoni di natura, che tuttavia, sradicati dal loro contesto, risultano irriconoscibili. Il percorso drammatico è caratterizzato da forti contrasti, tra i vari "ambienti". Nella parodo l'andamento discontinuo delle parti vocali, con una vocalità a tratti spasmodica, è modellato sulla base di flessi con arcate di valori sempre crescente ma con identico punto di origine. Al contrario, il primo stasimo è un momento quasi religioso, all'interno del quale una voce recita e canta il testo mentre un'altra ne fa una sintesi, sottolineando gli elementi di risonanza."
Christian Cassinelli

Christian Cassinelli, nato nel 1979 a Cagliari, ha studiato pianoforte con Stefano Figliola e composizione con Gianluigi Mattietti presso il Conservatorio Pierluigi Da Palestrina diplomandosi con il massimo dei voti e la lode.
Successivamente ha studiato con Azio Corghi (Accademia Chigiana di Siena, Accademia Nazionale di Santa Cecilia) e Luca Francesconi (Accademia Musicale di Stresa, Malmö Music Academy in Svezia). Attualmente frequenta il corso di perfezionamento in composizione presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Ivan Fedele.
Attivo come interprete di musica da camera fa parte sin dalla sua fondazione dell'Ensemble Palestrina, gruppo diretto da Riccardo Leone e specializzato nel repertorio novecentesco e contemporaneo, con all'attivo numerose prime esecuzioni assolute
È risultato vincitore del concorso internazionale di composizione Il giornale della musica (in giuria Louis Andriessen, Zygmunt Krauze, Steve Martland, Luca Francesconi e Heiner Goebbels) con il brano Rosario, per orchestra, eseguito in prima assoluta il 13 gennaio 2005 a Torino dall' Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Roberto Abbado e ha avuto esecuzioni e commissioni presso il Festival La Biennale di Venezia, il Festival Spaziomusica, il Festival di Musica Antica e il Teatro Lirico di Cagliari, il C .U .M. (Coro del Centro Universitario Musicale di Cagliari), il Festival Settimane Musicali di Stresa e la Musica Vitae Chamber Orchestra di Växjö (Svezia).Cerca nel sito
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