PATHOSFORMEL
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Movimenti, giovedì 10 dicembre 2009, ore 21

PATHOSFORMEL

CONCERTO PER HARMONIUM E CITTÁ [30']
di e con: Daniel Blanga Gubbay, Paola Villani, Lorenzo Senni
produzione: Pathosformel/FIES Factory One

LA TIMIDEZZA DELLE OSSA
di e con: Daniel Blanga Gubbay, Francesca Bucchero, Paola Villani
e con la collaborazione di: Milo Adami

FIES Factory One
in collaborazione con Sezione Autonoma - Teatro Comandini. Cesena
Segnalazione speciale - Premio Scenario 2007
Premio UBU 2008

giovedì 17 dicembre 2009, ore 21

PATHOSFORMEL 

prova aperta "Una collezione anatomica"
incontro con la compagnia

Formazione che nasce proprio a Venezia e che in pochi anni si è imposta a livello nazionale come una delle più innovative realtà della ricerca multidisciplinare, vincendo il Premio Ubu nel 2008, Pathosformel è protagonista di un'intensa settimana di "Movimenti - Gesti di teatro necessario", la rassegna del Teatro Fondamenta Nuove, che mette a confronto alcune delle più stimolanti esperienze del teatro contemporaneo, attraverso un percorso di spettacoli, residenze e incontri.

Giovedì 10 dicembre alle 21 Pathosformel presenta, in una imperdibile abbinata, gli spettacoli "La timidezza delle ossa" e "Concerto per harmonium e città", due lavori che hanno incantato la critica e il pubblico per la loro inafferrabile magia.

I Pathosformel terranno, dal 15 al 17 dicembre 2009 dalle ore 9:30 alle 13:30, un laboratorio "La collezione" inserito nel percorso "Esperienze" di Giovani a Teatro della Fondazione di Venezia [massimo 15 persone].


"Concerto per harmonium e città"
Il Concerto per harmonium e città nasce come interazione tra un harmonium e registrazioni sonore di paesaggi urbani: l'immagine di una città frammentata e scomposta, fotografata in un tempo che oscilla tra il suo costruirsi secolare o un percorso minimo dal primo risveglio alle ore che seguono il
tramonto. Il concerto è un progetto che nasce indipendente ma legato a "La più piccola distanza", recuperandone alcuni aspetti musicali, e la comune volontà di disegnare l'immagine in movimento di una città attraverso le forme astratte di relazioni umane.
Il telaio su cui scorrevano incessantemente i quadrati ha creato un tessuto urbano che vive di vita propria. È una cartografia in movimento che guida e accompagna lo sviluppo della musica: una città fatta di linee che scorrono e si rincorrono come macchie d'inchiostro su un tessuto; che si moltiplicano e si incrociano creando e dissolvendo continuamente l'immagine bidimensionale di questa mappa instabile.
Un percorso che viaggia e dissolve città in città: compone una città ideale o un affresco insperato in cui le relazioni sono inevitabilmente guidate dagli interventi urbanistici dei secoli passati.
La musica diviene come una semplice passeggiata urbana: come singoli passi di una flânerie musicale, le note si susseguono una dopo l'altra nella lettura di questo spartito cartografico, che solo lo sguardo può ricostruire come percorso in cui incarnarsi; come uscire per una passeggiata quando nulla ci forza e abbandonarsi al più piccolo impulso, come se il semplice fatto di girare a destra o a sinistra costituisse già un atto essenzialmente poetico.


"La timidezza delle ossa"
Un telo bianco e incorniciato divide completamente lo spazio; il corpo in scena da chi è venuto a vederlo. Una superficie ininterrotta che sigilla la visione, senza concedere immagini in trasparenza.
A rompere l'attesa appare una forma impressa sul telo dal retro, il primo frammento di un corpo umano che nasce dalla materia, per far risaltare alla luce le forme sfumate delle proprie sporgenze.
Sulla superficie bianca riaffiorano quelli che sembrano essere resti umani o reperti di una civiltà sepolta: frammenti che si affermano in rilievo, che sembrano sbocciare da questa materia lattea per generare un bassorilievo in continuo movimento.
La progressione delle immagini ricrea un corpo nell'atto della propria formazione. Se dal principio i frammenti appaiono singolarmente, arrivano in seguito a ricomporre l'immagine familiare di un corpo umano. Come feti che definiscono la propria anatomia durante i mesi della gestazione, i corpi si modellano gradualmente e sperimentano la capienza dell'utero premendo ciecamente contro le pareti di un pallido ventre materno; costruiscono un corpo apparentemente privo di limitazioni gravitazionali, capace di mostrarsi lungo la totalità della superficie.
Setto nasale, femore, nocche e scapole sono scomposti ed esposti attraverso un'epidermide talmente sottile da non riuscire più a celare nulla: sono apparizioni che privilegiano gli spigoli delle ossa e comprimono la forma della carne, modificando la percezione del corpo fino a creare una sorta di danza radiografica. Del corpo umano rimane così la sola struttura portante e spariscono fisionomia, tratti distintivi e carne.
In una lenta progressione il corpo si distacca dalla materia, si impone in maniera autonoma e intraprende una lotta contro il telo, nel perenne tentativo fallimentare di fissare la propria immagine o emergere oltre questo confine invalicabile.
Così ogni volta che il corpo si distacca, i rilievi vengono nuovamente inghiottiti dall'indifferente omogeneità del telo, come dettagli di un ricordo che si va lentamente perdendo; i frammenti divengono i caratteri di una nuova forma di scrittura che non può lasciare traccia o testimonianza.
La timidezza è ora duplice. Da un lato una sorta di convenzionale timidezza a mostrare le ossa: ad esporre un corpo anonimo ridotto alla sua semplice struttura, privato di risvolti intimi a cui affezionarsi e tuttavia in grado di essere veicolo di costruzione scenica. Dall'altro è la dovuta timidezza che il corpo scenico trasporta con sé, necessità di ritirarsi al termine dell'atto, nel donarsi e bruciare in un rogo scenico che non lasci traccia.

Non si potrebbe trarre un film appassionante dalla
pianta di Parigi? Sviluppando le sue diverse
configurazioni in ordine cronologico e condensando
nella spazio di mezz'ora un movimento secolare di
strade, boulevard, passages e piazze?
Walter Benjamin, I passages di Parig
i

Laboratorio "La collezione"
Il titolo di una collezione potrebbe non nascere mai da una scelta fatta in precedenza.
Affianco due oggetti: ecco la mia collezione, quella a cui ora posso finalmente attribuire un titolo. Ne accosto un terzo e d'improvviso il lavoro fatto fino ad ora è distrutto: dovrò per forza riformulare da capo quello che permette ai tre oggetto di stare all'interno di questa nuova collezione. E se elimino il primo, sostituendolo con qualcosa di completamente differente? La mia collezione senza nome chiederà a gran voce un nuovo nome.
Andando avanti così nessuna collezione potrà mai dormire tranquilla, nel timore che all'ultimo arrivi un oggetto tardivo, pronto a cambiare il senso di tutti gli oggetti precedenti.

La partecipazione al laboratorio è aperta a performer, artisti visivi, danzatori e studiosi e persone di tutte le età che abbiano o non abbiano avuto esperienza in campo performativo.

Pathosformel nasce a Venezia nel 2004 riunendo elementi provenienti da differenti discipline, nell'intenzione di ripensare le priorità all'interno degli elementi che compongono una partitura performativa. La timidezza delle ossa ­-segnalazione scenario 2007 - e Volta sono stati presentati come lavori indipendenti legati da una duplice riflessione sulla presenza di un corpo. La piu' piccola distanza ha debuttato a VIE Festival Modena nell'ottobre 2008, e nasce come ulteriore metamorfosi dei corpi in forme pure, quadrati colorati che - come singoli componenti di un gruppo - si muovano incessantemente su un sistema di linee parallele.
Le attività di Pathosformel rientrano nel progetto FIES Factory One - curato dalla centrale FIES di Dro - di sostegno all'attività produttiva e promozionale di giovani artisti. Pathosformel ha ricevuto il Premio speciale UBU 2008, per la realizzazione di un "teatro astratto e fisico da perseguire con un segno già distinto e stratificato, che fa della ricerca sulla materia e sul corpo un punto di partenza per restituire una teatralità visionaria, frammentata, decostruita, di grande fascino, entrata in modo dirompente nella scena nazionale e internazionale, realizzando un significativo intreccio tra arte concettuale e teatro".

WEB

www.pathosformel.org
www.myspace.com/pathosformel


BIGLIETTI/TICKETS

Intero/Full Price € 12
Ridotti/Reduced € 10
Soci Vortice € 8
Giovani a Teatro € 2.50
residenti Comune di Venezia, giovani (under 18), anziani (over 65), Rolling Venice, Carta Giovani, Venice Card, San Servolo Card

PREVENDITE
BIGLIETTERIA ON LINE / BUY ON LINE
RETE DI VENDITA HELLO VENEZIA
call center (+39) 041 24.24
www.hellovenezia.it

APT VENEZIA
Uffici di Piazzale Roma, San Marco, Giardini reali, Lido

Informazioni e prenotazioni/Information and reservations:
041 5224498,
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Vortice - Associazione Culturale
email:
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