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Risonanze, giovedì 1 aprile, ore 21
ORANGE ROOM
Beppe Scardino (sax baritono, clarinetto basso, composizioni)
Francesco Bigoni (sax tenore, clarinetto) Piero Bittolo Bon (sax contralto, flauto, clarinetto contralto) Pasquale Mirra (vibrafono)
Antonio Borghini (contrabbasso) Federico Scettri (batteria) Tra le realtà più originali e interessanti della nuova scena jazz (e dintorni) italiana, componenti del collettivo/etichetta El Gallo Rojo, gli Orange Room guidati dal sassofonista livornese Beppe Scardino esplorano nuove forme di rapporto tra la scrittura musicale e l’improvvisazione. Dalla lezione della grande tradizione nera (da Mingus a Braxton, passando per Roscoe Mitchell e Julius Hemphill), ma con uno sguardo personale e coinvolgente, la band è ora protagonista di una residenza e di un attesissimo concerto al Teatro Fondamenta Nuove. Il jazz di domani passa di qui.
Orange Room
Questo gruppo può essere considerato uno dei tanti prodotti della scena musicale bolognese:
un catalizzatore che ha favorito, nel febbraio
pretesto di suonare le composizioni di Beppe Scardino. Nella prima fase, attraverso un intenso
e costante lavoro d'insieme, il gruppo registra il suo primo lavoro discografico (Orange Room,
2007) per l'etichetta/collettivo El Gallo Rojo Records, di cui diviene una delle molteplici
emanazioni. A questo punto, Orange Room è ancora fortemente legato ad influenze di tipo
jazzistico: Charles Mingus, Eric Dolphy, Andrew Hill, Julius Hemphill, in altre parole quell'aerea
della tradizione jazzistica difficilmente classificabile che ha contribuito maggiormente alle
innovazioni degli ultimi 40 anni di musiche afroamericane.
Questo primo disco costituisce un passaggio importante per il gruppo: l'elaborazione (o per
meglio dire la digestione) di un linguaggio di derivazione jazzistica a cui Scardino e soci
sentono di appartenere ma che - molto naturalmente - non è per loro abbastanza.
Da qui il bisogno di un nuovo repertorio o di un nuovo modo di modellare quella cosa che
chiamiamo repertorio; la necessità di una nuova direzione sia per le composizioni (linguaggio)
sia per l'improvvisazione (performance).
Abbandonato il vecchio materiale, la musica di Orange Room è adesso formata da nuove
composizioni ancora inedite, molte delle quali adottano forme estese, di tipo suite
(un'anticipazione di forme allargate c'è già nel primo disco nel brano “Orange Room
Symphony”) e forme di tipo “mutevole”, in cui l'improvvisazione può determinare la forma
stessa. Questo nuovo repertorio si caratterizza inoltre per una scrittura più complessa e più
profondamente integrata nell'improvvisazione.
Proprio questo è l'obiettivo della ricerca compositiva di Scardino: la sperimentazione di nuove
forme di bilanciamento scrittura/improvvisazione.
In un momento in cui il gruppo ha veramente affermato la propria identità sono stranamente
entrati in repertorio anche brani di autori celebri come Roscoe Mitchell, Julius Hemphill,
Anthony Braxton, l'ultimo Coltrane: semplicemente per il piacere di suonare belle musiche
appartenenti ad universi sonori senz'altro di riferimento.
E' interessante come l'evoluzione di Orange Room sia in un certo modo quella di un piccolo
collettivo, in cui i musicisti si mescolano in molteplici sottocombinazioni ed altrettanti progetti.
All'interno del sestetto sono nati il trio Headless Cat (Bigoni/Borghini/Scettri), il duo
Pospaghemme (Scardino/Scettri), il duo Borghini/Scardino, il trio di ance Crisco 3 (Bittolo
Bon/Bigoni/Scardino), parte del gruppo Jump The Shark di Piero Bittolo Bon (Bittolo
Bon/Mirra/Scettri/Gallo/Caliri), e molte altre collaborazioni temporanee. Tutto questo evidenzia
una forte condivisione di visioni sonore e la volontà di continuare il percorso di ricerca musicale
insieme, sperimentando angolature sempre differenti.
Rassegna stampa
Paolo Carradori / Il Giornale della Musica - ottobre 2008
"prova di piena maturita' che si esplica in una scrittura per il collettivo ben definita in ambientazioni dai colori bop, incastri e impianti mingusiani lacerati dalle ance di Francesco Bigoni e Piero Bittolo Bon con linguaggio aspro, distaccato, a mezza strada tra Coleman e Berne"
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Roberto De Virtis / Jazzit - settembre/ottobre 2008
Valutazione: 3,5 stelle
"La front-line di fiati (Scardino al baritono, Francesco Bigoni al tenore e Piero Bittolo Bon
all'alto) e' di quelle toste - imperiosa nelle sezioni corali, furente nelle impennate solistiche - e
l'integrazione con la ritmica (Antonio Borghini e Federico Scettri) e' ottima, cosi' come l'obliqua
presenza di Pasquale Mirra e del suo vibrafono"
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Bruce Lee Gallanther / Downtown Music Gallery - giugno 2008
"Considering that I was not previously familiar with any of the musicians in this fine sextet,
both Mikey & I were completely flaggerghasted! [...] There is restless, exciting quality to all of
the pieces. [...] This is yet another winner from an unknown Italian sextet"
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Enrico Bettinello / Blow Up - dicembre 2007
"E Adesso che glielo dice ai tanto celebrati campioni del jazz italiano che c’è un wild bunch di
giovani musicisti che sta arrivando in città, annunciati dal sollevarsi della polvere in
lontananza? Guidata dal baritonista Beppe Scardino, Orange Room è una band fantastica: tre
ance, vibrafono, contrabbasso e batteria a lavorare con un furore creativo di altri tempi. Ci
sono intrecci di fiati dal sapore hemphilliano, una brezza noir cui l’ironia non toglie la forza
eversiva, la capacità (rara oggidì) di imprimere al suono collettivo un’impronta personale [...]
Il futuro del jazz di casa nostra passa di qui" (valutazione 8/10)
Ascolti
Orange Room - Orange Room [El Gallo Rojo Records, 2007]
Headless Cat - Blind Tail [El Gallo Rojo Records, 2009]
Pospaghemme - L.O.V.E. [El Gallo Rojo Records, 2009]
Piero Bittolo Bon Jump The Shark! - Sugoi Sentai! Gattai!! [El Gallo Rojo Records, 2009]
Web:
BIGLIETTI/TICKETS Intero/Full Price € 12 PREVENDITE APT VENEZIA Informazioni e prenotazioni/Information and reservations: |


