CLITENNESTRA PER UNA NOTTE
da Eschilo a Marguerite Yourcenar

con Marta Paola Richeldi
Musiche eseguite dal vivo di Fabio Lazzarin
Adattamento, scene e regia di Giuseppe Emiliani
Luci e video di Mauro Marri
Fonica di Alberto Spezzamonte
Costumi di Nicolao Atelier

Produzione: Teatro Fondamenta Nuove 2004


"Clitennestra per una notte" è un monologo passionale, prepotente, impetuoso, urgente.
E' la sincera confessione di una donna ammalata d'odio e di amore, vibranti come il fuoco.
E' la testimonianza pubblica di una donna-moglie-madre-amante dotata di una femminilità spietata e di una tenerezza feroce.
E' la lucida autodifesa di una donna sola di fronte a un tribunale del terzo millennio pronto a ri-condannarla per l'uccisione del marito Agamennone:

"Ora vi spiegherò tutto, Signori della Corte....
Ho ucciso quell'uomo con un coltello, in una vasca da bagno, con l'aiuto di quel poveraccio del mio amante che non riusciva nemmeno a tenergli fermi i piedi...Conoscete la mia storia: non c'è uno fra voi che non l'abbia ripetuta almeno venti volte alla fine di qualche lungo pranzo, e non c'è una fra le vostre donne che per una notte non abbia sognato di essere Clitennestra...."

La legge delle viscere celebra il proprio macabro trionfo...
Sembra non esserci rammarico nelle parole della sinistra regina dominata dalla hybris. Ella pare non conoscere paura né incertezza, piuttosto compiacimento per la vendetta nei confronti dell'uomo che l'ha abbandonata. La sua furia sembra essere una furia sacrificale guidata da una Dike atavica.
Clitennestra è cosciente di non essere né colpevole né innocente: un demone vendicatore si è impadronito di lei. Per una notte.
Ora che tutto si è compiuto, ora che l'odio e l'amore s'è spento nel sangue, ora che ha saziato il demone della passione, la regina riconosce che ciò che è accaduto doveva accadere. Il suo è stato un delitto necessario... Tuttavia le sue notti continuano ad essere abitate da ombre, oscuri timori, sensi di colpi, dal perenne tumulto di una passione mai sopita e da un lacerante bisogno di espiazione...
Colui che ha ucciso, eternamente, torna. Non si può proprio uccidere un morto...

Il terrore di una minaccia sospesa come una nube carica di tempesta incombe su tutto il monologo, dominato da nascosti rancori e sospirate vendette... Dissimulatrice e superba, ambigua e feroce, tenera e beffarda, Clitennestra è una donna in attesa. O l'angoscia di una parola sospesa...
Quando lei parla, la parola è un delirio di immagini che gemmano sciolte e selvagge. Un concerto di allusioni uditive e visive, create a sedurre più che a farsi dominare dalla ragione. La parola si flette ad essere splendido guscio di emozioni...
Quando parla Clitennestra, quando si ode spirare i turbini della sua mente, o si aspetta, sospesi, il realizzarsi di un suo gesto, qualsiasi, ci si sente davvero smarrire e si capisce come il suo mito apra alti abissi...

Giuseppe Emilianiì


Scheda tecnica su richiesta


Informazioni:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it

Vortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it


Vai a Vortice

--------------------------------------------------------------------------------

home