FONDAZIONE TEATRO LA FENICE DI VENEZIA
Mercoledì 19 e giovedì 20 aprile 2006, ore 9.30 e 10.45
LA CASA DEI MOSTRI
6 stanze drammaticamente musicali di Paolo FurlaniLibretto di Maria Vago
Interpreti:
Livia Eugenia Amisano
vocalista Renato Gatto
Massimiliano Donninelli saxofono,
Luca Bonvini trombone
Annunziata «Kiki» Dellisanti percussioni
Davide Tiso live electronics
Giovanni Porcile maestro concertatore e direttore
Elisabetta Brusa regia ed ideazione scenica
Massimo Checchetto scene
Produzione informatica a cura di Fondazione MM&T di Milano
Lo spettacolo si inserisce allinterno del Progetto didattico PAURE E CORAGGIO: LARTE DI RACCONTARSI, RACCONTARE, METTERE IN SCENA
Il giorno martedì 18 aprile 2006 alle ore 15.30 si terrà la prova generale, aperta al pubblico.
Il progetto di spettacolo musicale per bambini La casa dei mostri nasce dallelaborazione in senso drammaturgico del racconto omonimo di Maria Vago, pubblicato dalle Edizioni Piemme. Vuol essere essenzialmente una particolare, complessa esperienza dascolto per il giovane pubblico, focalizzandone lattenzione, scena per scena, su alcuni parametri fisici e percettivi del suono.
Tale progetto elaborato da Paolo Furlani è stato premiato nella IIIª edizione (novembre 1999) del concorso Quarantanni nel 2000 organizzato dalla federazione CEMAT di Roma (Centri Musicali Attrezzati). Il premio ha consentito la realizzazione della parte elettronica presso uno dei centri associati: lo studio MM&T (Musica, Musicisti e Tecnologie) di Milano.
La storia narrata segue il classico modello della fiaba a prove successive. Come recita la quarta di copertina del libro in cui il racconto è pubblicato: Gli zii di Livia non vogliono che lei vada troppo in giro per la casa e li disturbi mentre loro guardano la televisione. «Attenta! Questa casa è piena di mostri!» le dicono. Ma non cè mostro che possa fermare Livia.
La storia ha un andamento ciclico: Livia passa dagli zii, che sono sempre incollati al televisore (in salotto), prima di incontrare ogni nuovo mostro. In quella casa infatti ce nè uno in ogni stanza. Ma Livia non ha paura: incontrerà e sconfiggerà il Mostro dei Dolci (che vive in un armadio della cucina), il Mostro del Ripostiglio, il Mostro Topastro (che vive in cantina), i Mostriragnateli (che stanno in soffitta). Gli zii invece non riusciranno a salvarsi dal Mostro del Televisore, che li divorerà.
Livia la protagonista del racconto e dello spettacolo è una ragazzina curiosa, intraprendente, che non si ferma di fronte ai divieti, soprattutto se questi sono assurdi, senza una giustificazione. La sua età, almeno apparentemente, è quella degli spettatori, tra 8 e 12 anni.
La sua figura, razionale, è contrapposta a quella degli zii, estranei alla realtà, completamente assuefatti dalla TV, rappresentati in scena da due mimi, costantemente seduti davanti al televisore. I due mimi non parlano: le voci dello Zio e della Zia saranno parlate da un attore fuori scena, posizionato tra gli esecutori musicali. Questo attore avrà il compito di dar voce anche a tutti i mostri che Livia incontrerà nelle varie stanze della casa degli zii.
Livia, impersonata da una attrice che è anche una Soprano, sarà costantemente presente in scena, conducendo con le sue parole e il suo canto il pubblico di ragazzi nel viaggio attraverso le stanze della casa dei mostri.
È richiesta una interazione con il pubblico, sullesempio delle opere didattiche di Britten. Alcuni ritornelli delle canzoni previste, ed anche alcune brevi frasi nelle scene con i Mostri (quasi delle formule magiche, propiziatorie), saranno cantati anche dal pubblico, ad imitazione del canto di Livia. Si tratta, in definitiva, di brevi passaggi a canone, dove a Livia spetta la proposta della frase ed al coro formato dai ragazzi del pubblico la risposta a seguire, della stessa frase.
È un modo per partecipare al rito. Del resto, il teatro è nato proprio così!
Diversamente da unopera lirica tradizionale, che ha lorchestra disposta davanti o sotto il palcoscenico, in questo spettacolo solo Livia e lesecutore della parte elettronica sono presenti nella sala, tra il pubblico, immersi in uno spazio musicale. Gli esecutori musicali e lattore invece sono fuori scena, coordinati dal direttore dorchestra. Tutti i suoni musicali arrivano in sala tramite un impianto di amplificazione e diffusione sonora.
È da notare che la realizzazione musicale prevede lintervento di soli 3 strumenti dal vivo, Saxofono, Trombone e Percussioni, su una base di suoni elettronici pre-registrati.
IL SUONO: DAL TESTO ALLA MUSICA
Nel testo del racconto e del libretto le diverse stanze della casa e i mostri che le abitano vengono descritti per lo più attraverso connotazioni sonore: ogni mostro (ed ogni stanza) avrà quindi un proprio caratteristico modo di ri-suonare, tradotto in musica sfruttando particolarmente le risorse degli strumenti elettronici. Incontreremo così il Mostro dei Dolci, con i suoi tipici glissandi lenti, melensi, che ripetuti (con ritardo) e trasposti poco per volta saturano lo spazio sonoro. O il Mostro del Ripostiglio, con suoni acuti, secchi, raggruppati in figure di 7 note, con un riverbero che ci dà la sensazione di essere in una stanza stretta, ingombra di scatole. O ancora il Mostro Topastro: suoni molto risonanti nella regione estrema verso il grave del nostro udito; e i Mostriragnateli, che vivono in soffitta, dove un suono continuamente pulsante, brulicante, verrà spazzato via da unondata di vento, rendendoci coscienti del movimento del suono nello spazio e delleffetto del filtraggio.
La voce del Mostro del Televisore è invece un assemblaggio di suoni di sintesi mescolati a spot, sigle, jingle, campionati direttamente dai programmi televisivi e poi deformati in vari modi.
La scrittura musicale della partitura ha seguito per questopera un processo inusuale che vale la pena spiegare. È stato scelto innanzitutto un motivo generatore derivato dalla somma di 4 note ascendenti, di tonalità maggiore (Do Mi Fa# Sol), raddoppiato nel suo inverso discendente, di tonalità minore (Do Lab Solb Fa); di queste successioni di note trasposte su tutti i gradi della scala cromatica è intessuta lintera partitura.
Il passo seguente è stato la redazione di una tavola generativa del materiale musicale costituita di brevi incisi, già destinati alle singole stanze-scene, registrati da Saxofono, Trombone e Percussioni. Su questi brevi elementi sono state operate in studio delle trasformazioni con gli strumenti elettronici per il trattamento del suono. (Significativamente proprio luso di tali strumenti permette ed impone di comporre il suono, avendo cura di controllare anche la diffusione dei suoni nello spazio). Con laiuto di un tecnico Matteo Pennese si è lavorato a filtrare, ad allungare, a muovere nello spazio, a granularizzare i singoli eventi registrati.
La partitura è nata, alla fine, come un divertimento, quasi una improvvisazione, sul materiale musicale accumulato: si è trattato di allineare, sovrapporre, allungare od accorciare alcuni degli elementi registrati, mescolandoli con nuovi suoni, generati direttamente da un computer. In questa fase sono state anche musicate ed inserite le parti, cantate o recitate, affidate alle voci, come anche le parti suonate dai tre strumenti dal vivo: Saxofono, Trombone e Percussioni.
La particolarità quindi è questa: la scrittura della partitura è iniziata dalla preparazione di singole parole sonore, (in alcuni casi si è anzi lavorato su singole lettere di suono), solo alla fine le parole sono state combinate tra loro a creare un racconto sonoro.
LAUTORE
Paolo Furlani è autore di otto opere liriche, di cui sei rappresentate. La casa dei mostri è la sua terza opera per ragazzi. Data la precisa destinazione ad un pubblico molto giovane vuole essere una sfida tra una riduzione molto drastica dei mezzi musicali e una forte volontà di non rinunciare alle conquiste della musica del Novecento e della tecnologia elettronica. Semplificazione, quindi, ma non banalizzazione del linguaggio. Fortunatamente la sfida si attua su un palcoscenico teatrale, uno dei campi di battaglia preferiti dallautore. Lallestimento prevede che solo la protagonista ed il pubblico siano immersi nel fluttuante spazio del suono (e del rito teatrale); gli esecutori, e quindi le fonti sonore, sono occultate, confinate in unaltra stanza.
Che sia « Wagner, la malattia della musica » e del teatro, di cui parla Nietzsche, ad aver generato questi mostri?
Informazioni
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