CITTA' DI VENEZIA - BENI, ATTIVITA' E PRODUZIONI CULTURALI
Balletto Civile
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
B-Motion / Opera Festival Veneto
Vortice - Teatro Fondamenta Nuove
con il sostegno di Centro Dialma Ruggero La Spezia


venerdì 5 settembre 2008, ore 21
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove

MAURIZIO CAMILLI
"Col Sole In Fronte" [prova aperta/anteprima]

ideazione, drammaturgia e scene | Maurizio Camilli
messa in scena e scrittura fisica | Michela Lucenti
disegno luci | Stefano Mazzanti
in scena | Maurizio Camilli


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Un viaggio agghiacciante negli abissi dell'animo umano. A partire dai nuovi mostri mediatici, prodotti dai più efferati fatti di cronaca nera, prende forma una domanda: qual è il segnale che dà il via al massacro?
Vincitore del premio Dante Cappelletti nel 2005, tra gli autori più interessanti nella ricerca intorno al linguaggio scenico totale (danza, canto, parola), tra i fondatori con Michela Lucenti del progetto Balletto Civile, Maurizio Camilli presenta in anteprima con una prova aperta al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia - dopo un periodo di residenza artistica - la sua ultima creazione, che debutterà poi in prima nazionale la sera successiva a Bassano del Grappa nell'ambito della sezione B-Motion di OperaEstate Festival.
Le frontiere più innovative e consapevoli del teatrodanza.


"Io mi chiedo se proprio quei figli che noi siamo tentati di definire come mostri non siano invece i figli
più logici, più sinceri, più coerenti al sistema di cui noi stessi siamo protagonisti."

dichiarazione di David Maria Turoldo riguardo al delitto Pietro Maso

A distanza di più di quindici anni il delitto Pietro Maso è ancora impresso nella memoria di
molti.
Non voglio speculare sulla sua vicenda umana e non voglio provare a capire perché ha
fatto quello che ha fatto, mi interessa di più la frase struggente e dolorosa con cui Padre
Turoldo commentò l'accaduto.
E inventarmi di sana pianta una situazione di finzione, che tanto so benissimo che per
quanta fantasia ci metta la realtà prima o poi mi supererà terribilmente.
Anch'io in un raptus giovanile ho immaginato che avrei potuto uccidere i miei genitori.
A riguardo ho sempre pensato di essere in buona compagnia, e sempre a riguardo c'è un
bel saggio dello psichiatra Simon Robert che tanto per essere chiari si intitola "I buoni lo
sognano i cattivi lo fanno".
Con quel pensiero adolescenziale per la prima volta ho perso la mia innocenza e mi sono
misurato direttamente con la durezza della natura umana.
Non sarà per questo una storia autobiografica, mio padre non è morto per colpa mia e mia
madre non la voglio certo ammazzare. Le ho parlato di questo progetto e ora mi telefona
appena sente parlare di un libro che tratta di patricidi e matricidi.
O è totalmente incosciente o forse è terrorizzata e spera che il tutto non vada a finir
comunque male.
Rifiuto l'idea di costruire un situazione stereotipata tipo infanzia violenta e genitori
stupratori.
Nuovi mostri corredati di tutte le giustificazioni.
Ma senza attenuanti di bipolarismi e schizofrenie, collocare il tutto in uno scenario
familiare, molto benestante, apparentemente normale.
Una semplice propensione al male, istintiva e ambientale.
Il contesto appunto. Mi interessa posizionare tutto in Veneto.
In Veneto si dice che quando non c'hai voglia di far niente, c'hai miseria.
Non quella MISERIA lì, Il benessere è più o meno diffuso e ormai non è più una questione
di soldi.
Ora si cercano scorciatoie per arrivare il prima possibile al maggiore risultato con il minimo
sforzo, e con qualsiasi mezzo.
Non voglio alimentare una visione del mondo cupa e cinica, con scenari neomedioevali
senza scampo e suggerire allora un alibi per intorpidirsi e arrendersi di fronte
all'ineluttabilità del demonio/male che cova in ognuno di noi.
Mancanza di poesia. E la violenza si diffonde, visibilmente, c'abbiamo fatto l'abitudine,
dall'oratorio alla fabbrica, ed è divertente, per questo viene facilmente tollerata e
condonata.
Dunque: una parete di ferro arrugginito, uno spazio instabile, vivo e in cambiamento.
Una famiglia che lotta per lo sterile impero dell'alluminio.
Basta un colpo, tutto finisce e il giorno dopo si va in banca a prelevare ciò che spetta.
E come nei film americani anni 60 una dolce canzone accompagna in Brasile.
Semplicemente uno stato di cose, il comportamento e le azioni che ne condizioneranno il
destino.
Come se il limite in verità fosse molto più chiaro, nitido e visibile.
E' un rampollo simpatico e violento.
E c'è il rischio che alla fine vi piaccia.

maurizio camilli / balletto civile


MAURIZIO CAMILLI si diploma alla Civica Accademia d'Arte Drammatica di Udine nel 2000 ed entra far parte de L'Impasto - Comunità Teatrale Nomade, compagnia fondata e diretta da Alessandro Berti e Michela Lucenti coprodotta dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. Nel 2003 è tra i fondatori del progetto Balletto Civile, gruppo di ricerca intorno al linguaggio scenico totale (danza, canto, parola), diretto da Michela Lucenti.
Nel 2005 ha vinto il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche "Dante Cappelletti" con il suo primo monologo 'Ccelera!, uno spettacolo in cui "dà corpo alla trasgressione e al disagio di un giovane qualunque del Nord-Est, attraversato da una mitologia automobilistica, che intercetta Amleto e Gilles Villeneuve".

Web
www.ballettocivile.org
www.operaestate.it/bmotion


BIGLIETTI/TICKETS

Ingresso libero

Informazioni e prenotazioni/Information and reservations:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it


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