Comune di Venezia - Assessorato alla Cultura Servizio Teatro e Spettacolo
Vortice - Teatro Fondamenta Nuove
Manifatturae
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove | 31 marzo 28 maggio 2006
venerdì 31 marzo e sabato 1 aprile 2006 ore 21
ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI (Roma)
THREE EASY PIECES/TRE PEZZI FACILI
(ballate sul collasso del mondo)
di Martin Crimp
traduzione | Pieraldo Girotto
regia | Fabrizio Arcuri
con Matteo Angius, Fabrizio Croci, Pieraldo Girotto
scene e costumi | Rita Bucchi
colonna sonora | d.j. Rasnoiz
luci | Diego Labonia
NOTE DI REGIA
I testi di Martin Crimp, sono un piccolo studio che è parte di un progetto più ampio dal titolo "dress code: reality".
Brevi e rivolti a questioni sociali di cocente attualità, tutti e tre i testi hanno una sorta di distanza dagli accadimenti come se il testo con il suo linguaggio funzionasse quasi da filtro per permettere al contenuto di passare attraverso una modalità diversa, da quella che è l'informazione del fatto accaduto o la sua narrazione, di cui giustamente il teatro non si deve pre-occupare, ma direi una riflessione su come il teatro si possa e si debba occupare di certe cose, la guerra, le sparatorie nelle scuole stile Columbine un po' se mi si permette il paragone come fa Gus Van Sant con il film "Elephant".
Ma c'è anche una sorta di leggerezza nelle parole, nell'atmosfera e un comico cinismo che è del personaggio ma non dell'attore.
Ecco questo sfasamento questa non totale adesione al personaggio da parte di chi lo interpreta mi sembra una chiave importante di approccio alla drammaturgia contemporanea e viene posta in primo piano nell'intero progetto.
Da tre anni stiamo lavorando su questo progetto che a noi diverte definirlo generazione di cerchi concentrici di invenzione che si allargano intorno ad un nucleo di verità, già ma qual'è la verità?
Se Fedra era alla base di una desertificazione emotiva emblema delle relazioni contemporanee,
Dall'inferno, ultima fatica ispirata e dedicata a Pasolini entra nel merito dell'orrore di tutto il pronunciabile, del meccanismo della comunicazione che crea ed esalta a scapito dell'evento stesso, del labile confine mass-mediologico di realtà e finzione.
Ora ci avviciniamo a Crimp e questo per dire che non è un caso che scegliamo questi tre brevi testi perchè continuano un discorso di indagine sulla realtà e le sue possibilità di rappresentazione.
Non credo che potrà definirsi proprio uno spettacolo, stiamo lavorando a sketch, ma se in Dall'inferno l'impasse sull'impossibilità di dire ma sulla necessità di dirlo ruotava intorno al fuori sinc, al play-back o alle canzoni cantate dal vivo, ai continui slittamenti di significato, ora questa cosa è risolta da Crimp con una canzone quasi da crooner d'altri tempi (face to the wall), o appunto attraverso dei consigli che sembrano quelli di una trasmissione televisiva di un mezzogiorno nostrano.
Insomma similitudini e pensieri che isolati vanno nella stessa direzione nel tentativo di capire, ci hanno fatto incontrare Crimp.
Martin Crimp è uno scrittore di prima classe che riassume in sè il meglio della tradizione modernista inglese, la precisione linguistica di Beckett, la minaccia verbale di Pinter e l'uso ardito della forma della Churchill e si confronta con la tradizione europea del surrealismo, dell'assurdo e del post-strutturalismo. il risultato è una specie di crimpland, un luogo dove le preoccupazioni dell'uomo comune della classe media, dal comprare o vendere casa al trasferirsi in campagna nasconde a malapena un mondo di paure nascoste, sentimenti crudeli e desideri malvagi. Partendo da situazioni quotidiane Crimp al suo meglio riesce a dipingere un quadro di desolazione spirituale. La sua scrittura è sottile, incerta, evasiva, umorale ed evocativa. I desideri e i bisogni umani covano sotto la superficie della vita quotidiana minando i programmi più riusciti e trasformando la sicurezza in panico con grande controllo e intelligenza teatrale Crimp offre una visione critica del declino morale e sociale che è geniale, comico e convincente.Fewer emergencies (meno emergenze) è un esempio straordinario di come il linguaggio teatrale possa infastidire la nostra comprensione emotiva del mondo attraverso una analisi impietosa dei clichè, delle ripetizioni, delle ellissi, dei vuoti, dei lapsus, tre personaggi raccontano con acida ironia e apparente leggerezza come le cose, nel mondo stiano migliorando.
Advice to Iraqi women (Consigli alle donne irachene) è una breve e terrificante pièce in cui, con un taglio ironico e impassibile vengono offerti suggerimenti per la sicurezza dei bambini come lo farebbe un professionista alle mamme viziate di un paese dell'occidente. La casa è una potenziale zona di guerra per i bambini: gli angoli dei tavoli, le stoviglie, le scale, il cassetto dei medicinali, ma niente paura se succede qualcosa ai vostri bambini chiamate subito il dottore, arriverà subito perché sta aspettando la vostra chiamata, non ha fatto altro durante la vita che aspettarla.
Face to the wall (Faccia al muro) racconta di una sparatoria a sangue freddo in una scuola elementare. Tre persone sembrano avere una discussione su questo omicidio di massa. Ma questa discussione sembra essere una prova per una messinscena teatrale poiché uno dei tre riceve continui suggerimenti da un terzo che lo portano a infuriarsi sempre più fino ad arrivare ad un finale in cui il personaggio si rivela il postino artefice degli omicidi e canta una canzone che Crimp intitola Blues della consegna in dodici battute.
Accademia degli Artefatti nasce intorno ai primi anni 90.
Si contraddistingue per l'indiscriminato approccio al lavoro, sempre contaminando arte figurativa, performance e installazioni, mentre parallelamente sviluppa una propria modalità prettamente teatrale. Dal 1998 riceve il contributo dal Ministero dei Beni Culturali.
E' negli anni presente nei più importanti festival italiani e rassegne di teatro di ricerca come T90 (Milano-Torino-Palermo), Iperavanguardia (Scandicci), Milanoltre, Santarcangelo dei Teatri etc.
Nel 96 vince il premio Riccione TtV per il video teatro con l'opera Dati , e nel 98 riceve una menzione speciale nell'ambito dello stesso premio per la ricerca e la sperimentazione dei linguaggi con l'opera Sulle possibilità irrazionali di vita a una data qualsiasi.
Nel 99 vince la Biennale giovani sezione Teatro. Nel 2001 il palazzo delle esposizioni di Roma dedica alla compagnia un'ampia retrospettiva sul lavoro teatrale e sulle istallazioni.
Nel 2003 vince il premio Dioniso teatro organizzato dal Crut e dello stabile di Torino con la tragedia Cori tragici da Euripide.
L'ultimo progetto a cui sta lavorando la compagnia riguarda una serie di testi di autori contemporanei che leggono in modo originale e provocatorio la realtà.
RASSEGNA STAMPA
"(...) un' apoteosi a tre voci sul vuoto dei dialoghi contemporanei, con pause da capolavoro(...) uno spettacolo uno e trino capace di inchiodarvi al ridicolo insito in ognuno di noi(...)"
(Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 6 giugno 2005)"Il trittico è diretto da Fabrizio Arcuri con buon ritmo e interpretato spiritosamente da Matteo Angius, Fabrizio Croci e Pieraldo Girotto, autore anche delle valide traduzioni"
(Masolino D'Amico, La Stampa, 12 giugno 2005)"Solo se tacciono, ridiamo. Ma ridiamo anche quando parlano. Si ride ma si ride dell'umana follia. Si ride per non piangere"
(Franco Cordelli, Il Corriere della Sera, 25 Febbraio 2005)"Tre attori calibratissimi danno forza a questo lavoro, componendo una fitta rete di silenzi, un campionario di non detti, un elenco di negazioni e cancellature, per far brillare le poche parole di Crimp"
(Antonio Audino, Il Sole 24 ore, 27 Febbraio 2005)"Si ruota attorno a un paradossale silenzio, a un vuoto di parole che sembrano non dire nulla, allo svuotamento dell'ovvietà quotidiana che - mostrata come in un tavolo anatomico - svela la truce innegabilità della violenza."
(Andrea Porcheddu, delteatro.it, 2 marzo 2005)"La performance dell'Accademia degli Artefatti è un lavoro intelligente, che coinvolge lo spettatore in una riflessione impietosa ma necessaria sulla follia e il vuoto della società attuale"
(Elena Lamberti, ateatro.it, ateatro n° 89.48)
BIGLIETTI/TICKETS
Intero/Full price € 12
Ridotti/Reduced € 10
Soci Vortice € 7
Giovani a Teatro € 2.50 (spettacolo del 31 marzo)Riduzioni ammesse: giovani (under 18), anziani (over 65), residenti Comune di Venezia, studenti fino a 26 anni (dietro presentazione libretto/tesserino), Rolling Venice, Carta Giovani, Soci Coop
Informazioni e prenotazioni/Information and reservations:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it
PREVENDITE
BIGLIETTERIA ON LINE / BUY ON LINE
E' inoltre possibile prenotare i rimanenti biglietti via mail (info@teatrofondamentanuove.it) o per telefono (+ 39 041 5224498) e ritirarli direttamente in biglietteria un'ora prima dello spettacolo/Tickets can also be booked by email at (info@teatrofondamentanuove.it) or by phone (+ 39 041 5224498) and picked up directly at the theatre one hour before the show.Vortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it
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