CITTA' DI VENEZIA - ATTIVITA' E PRODUZIONI CULTURALI, SPETTACOLO E SISTEMA BIBLIOTECARIO
AREA DELLE PRODUZIONI CULTURALI E DELLO SPETTACOLO
PROVINCIA DI VENEZIA - ASSESSORATO ALLA CULTURA
REGIONE DEL VENETO
ARTEVEN - CIRCUITO TEATRALE REGIONALE
VORTICE - TEATRO FONDAMENTA NUOVE
danzedautunno 2008/2009
Rassegna di danza contemporanea
Venezia, Teatro Fondamenta Nuovesabato 29 e domenica 30 novembre 2008, ore 21
TANZELARIJA a DANZEDAUTUNNO
La danza internazionale a sostegno dei bambini vittime dei conflittisabato 29 novembre
Laura Ulisse (Italia) | A TRE SECONDI DA QUI
Francesca Burzacchini (Italia) | COSTOLA
Simona Bertozzi (Italia) | TERRESTRE
Jasmina Prolic (Bosnia Herzegovina) | TISHMA TANZ (prima nazionale)domenica 30 novembre
Compagnia Le-gami (Italia) | UNTITLED #425 (prima assoluta)
Martina La Ragione - Valentina Buldrini (Italia) | I SOLD MY FURCOAT (studio)
Compagnia En-knap Group (Slovenia) | IN BETWEEN ( and the sky) (prima nazionale)Serate dedicate al progetto per lo sviluppo, la promozione e la sostenibilità della danza contemporanea e danzaterapia in Bosnia Herzegovina.
con il sostegno di BANCA POPOLARE ETICA
In collaborazione con NOMAD DANCE ACADEMY, DER STAZIONE IN DES MUNDO
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Nell'ambito dell'iniziativa Peperoncini in Movimento - che si occupa di progetti di danza-terapia rivolti ai bambini degli orfanotrofi e all'infanzia particolarmente colpita nella psiche, nella motorietà e nella fiducia dal conflitto nei Balcani, sviluppata e promossa da Tanzelarija (Sarajevo, BiH), ONG per la promozione della danza contemporanea nei Balcani in tutte le sue forme artistiche e sociali - si è deciso di dedicare la serata inaugurale della rassegna danzedautunno agli artisti ed ai coreografi internazionali che con il loro prestigio hanno garantito uno sviluppo all'iniziativa.
Arteven, il Teatro Fondamenta Nuove e il Comune di Venezia hanno così promosso, l'idea di raccogliere nell'arco di due serate tutti gli interpreti che hanno contribuito a far muovere i primi passi ai Peperoncini e li sostengono nel loro percorso.
Il programma delle due serate proposte include gli ultimi lavori, le anteprime e le co-produzioni internazionali di alcuni dei principali interpreti della danza contemporanea europea attuale e ha lo scopo di unire in una occasione di incontro artistico irripetibile i risultati delle diverse ricerche sul corpo e sul movimento condotte dai singoli autori, confrontandosi ed incontrandosi su un palcoscenico che da sempre rende possibile l'abbattimento delle dogane internazionali e dei confini culturali.
A TRE SECONDI DA QUI
di e con | Laura UlisseRidefiniamo i nostri ruoli. L'alibi del tempo non può scalfire le colpe.
Eppure si può uscire.
Eppure deve finire.
Scappiamo e troviamo rifugio a tre secondi da qui, in un posto che solo noi sappiamo.
E ci scaldiamo con il suo vento caldo.
A Tre secondi da qui nasce da uno studio su una condizione di solitudine, di unione con la propria intimità, un viaggio nel proprio mondo interiore alla ricerca di una intima forma di espressività.
Il punto di partenza è una condizione apparentemente reale, tangibile, quotidiana, ma viene poi indagato e svelato quello che si cela dietro questa realtà; un luogo senza tempo e senza spazio, che contiene le abitudini, le speranze e le intenzioni di ognuno di noi, una dimensione altra densa di possibilità di conoscenza e crescita.
Viene esplorato questo luogo e vengono scoperte nuove dimensioni, nuove possibilità.
Tutto questo si riflette nel corpo, visto come strumento di esplorazione e di manifestazione di quello che è il rapporto di noi con ciò che è reale, concreto e tangibile, con ciò che ci sostiene e ci aiuta a stare.
Siamo sbranati dalla realtà ogni giorno, invasi da quello che ci circonda.
Talvolta è difficile andare verso il cambiamento, cui ci si affaccia verso o dal quale è necessario difendersi. Non sempre riusciamo ad accettare ciò che ci cambia, che ci muta...e allora scappiamo.
La fuga da qualcosa che odiamo, da qualcosa che ci disequilibra, da qualcosa che amiamo.
E' difficile indagare quello che siamo veramente... e quando stiamo per capirlo, spesso, qualche volta, raramente, scappiamo e troviamo rifugio a tre secondi da qui, dove possiamo urlare veramente quello che siamo.
Altre volte, rimaniamo immobili, sotto un mantello di polvere e silenzio, a osservare quello che si muove attorno.
Ci ritroviamo in una dimensione quasi onirica, e quando si avvicina il reale, allora si scappa di nuovo o si continua a sognare altri luoghi e altri mondi in attesa di una nuova realtà.
L'attesa fa parte di noi, continuiamo ad esistere in attesa.
Sono le nostre aspettative, i nostri obbiettivi, i nostri desideri.
Li guardiamo da lontano e li attendiamo nei nostri sogni....a tre secondi da qui
in un posto che
solo noi
sappiamo dov'è.
COSTOLA
di e con | Francesca Burzacchini"A volte si vive in uno stato di attesa e la mente costruisce immagini che scorrono come il susseguirsi dei fotogrammi nella pellicola di un film. Non sempre è facile capire da dove arrivano, né dove portano. Una possibilità è lasciarle fluire liberamente, essere una sorta di osservatore attento e distaccato. Come accade nella meditazione yoga: attraverso una condizione d'immobilità fisica la mente cerca il vuoto e tuttavia si affolla d'immagini. Per superare questo momento basta aspettare, con pazienza". Nello spazio dilatato dell'attesa, il tempo scivola sul corpo di una donna sola. Distesa, si abbandona a gesti lenti, deformati nella loro durata, covando l'irrequietezza della trasformazione. Movimenti dinamici si dipanano in mutevoli direzioni, si congelano per riprendere stati dell'essere di rinnovate attese.
TERRESTRE
di e con | Simona BertozziAzione e memoria.
Azione che abita lo spazio della memoria e diviene interpretazione organica della plasticità, in quanto capacità di trasformazione del corpo. Dall'immagine complessa e stratificata della maturità biologica ed emotiva, al segno dell'antropomorfo e dell'animalità.
Terrestre è una figura colta in atto di ri-composizione-evoluzione, reminiscenza ed estraniazione.
All'inizio è un corpo incompleto, instabile, che può rispondere a stimoli ambientali, ma con una motricità semplice, parziale, quasi imposta.
E' disarmonico e biologicamente costretto ad una reazione meccanica, costruisce la propria azione nel presente dell'esercizio ambientale e incede spazialmente rivelando un atto evolutivo dal taglio enciclopedico.
Poi è un corpo che riappare nella sua completezza, "già fatto", e significativo per sostanza emotiva ed esperenziale. Il suo tempo ha una presenza liquida e scandisce il dialogo con il ricordo fuoriuscendo e rientrando per interstizi articolari, prolungamenti della colonna vertebrale, dispiegamento e vibrazione degli arti. Ha una percezione predisposta all'inatteso-irriducibile che esprime procedendo da lunghe stasi a formule dinamiche più ampie e strutturate, reiterazioni e soluzione di ripartenza, per lasciare-lasciando, scolpito nello spazio, un reticolato di affezioni profonde, fantasmi di sopravvivenze. Movimento del corpo e della mente che rinnova le immagini per non rimanere chiuso nella storia.
L'atto finale è una condizione di sintesi; il tentativo di dare un volto a ciò che resta della compenetrazione animale/umano e dell'umano a tu per tu con il suo destino al di là della storia. Risucchiare dalla memoria biologica ed emotiva il nucleo centrale e informare il corpo sulla morfologia che può assumere in una condizione di congelamento temporale, in cui l'azione si relaziona con lo spazio non più per conoscenza ma per rappresentazione. Incapace di incedere per compenetrazione armonica, il corpo balza, tonfa da uno stato a quello successivo esasperando lo sforzo fisico e la ricerca di una cristallizzazione della forma.
Terrestre sembra sostenersi in virtù della sua stessa instabilità. Nella precarietà del suo sostegno trova l'equilibrio. Mira all'essenzialità per purezza di forma e alla bellezza che il contenuto di una rinascita sa imprimere.
TISHMA TANZ
di e con | Jasmina Prolic
Produzione | Compagnie Jasmina, Coproduzione Città d'Orleans, Gérard Pjilipe Theatre, Emmetrop.Esorcismi e ricordi.
Ansietà quiete_successiva.
Canti di donna a seguito dei proiettili dalla mira chirurgica dei cecchini.
Il corpo fluttua e si irrigidisce.
a volte, sembra sceso su di lui.
I morti, dunque, restano tra noi?
C'è vita per chi sopravive alla guerra?La guerra costituisce anche lo sfondo di Tishma Tanz. Il progetto nasce nel 2003 come danza tra due sponde, dove lo splendore dell'una riflette la rovina dell'altra. Il titolo rappresenta un tributo allo scrittore slavo Aleksandar Tisma, sopravvissuto al massacro degli ebrei a Novi Sad, nel 1942.
Plastiche, trasparenza, tracce audio da cui emergono particolari evocativi di melodie balcaniche perse nel marasma dei ronzii metallici del mondo.
Tishma Tanza ci traghetta ai piedi della vita, grazie ad una partitura sinestetica la cui intensità si moltiplica dal minimalismo. Ci costringe a non abbassare la guardia, a stare attenti al minimo rumore, all'impronta di luce più sottile.
Camminare sul multiball è una simulazione di ossa rotte fragilità fisica.
Un materiale ambivalente, una seconda epidermide priva di peso, protettiva e gentile.
Mai eccessiva, la scelta cade sulla forza data dalla mancanza di ornamenti, producendo un'emozione che a volte risospinge al parossismo.
Il passato è una valigia, una radice da esplorare per cominciare a cercare il futuro.
("Anch'io ero vivo, quasi con impudenza" Aleksandar Tisma, San Cri.)
UNTITLED #425 (un improbabile girotondo)
di | Luca Nava
produzione | Le-gamiL'idea nasce da un'opera dell'artista americana Cindy Sherman, Untitled #425, una fotografia che ritrae la stessa Sherman in quattro diversi travestimenti da clown: tre volti in primissimo piano ridono verso l'obiettivo, mentre un quarto clown appare in profondità, in mezzo a loro, a figura intera.
L'opera esprime disagio, inquietudine, persecuzione, suggeriti sia dalle figure dei clown, per loro natura ambivalenti e inafferrabili, sia dalla disposizione spaziale delle stesse.
I volti sorridenti in primissimo piano sembrano porre un quesito, invitare lo spettatore alla soluzione di un enigma. La figura al centro sembra esserne il fulcro, racchiudere la soluzione. I primi comunicano un senso di complicità; la seconda, di esclusione ed impotenza.
Dietro l'oggettiva staticità della fotografia sembra celarsi lo svolgersi di un'azione: si ha la sensazione che lo scatto del fotografo abbia bloccato l'azione nel suo scorrere.
Partendo da queste considerazioni, si è cercato di lavorare intorno a possibili dinamiche relazionali di gruppo, nella fattispecie un trio, impegnato in un susseguirsi di incontri ed esclusioni, complicità e abbandono. All'azione corale si contrappone quella individuale, sottolineando, di volta in volta, appartenenza e diversità, condivisione e isolamento.
Si viene a creare un meccanismo di interazione degli elementi, secondo percorsi di movimento individuali e traiettorie spaziali comuni, in un continuo rimando di azioni, reiterazioni e scambi, un girotondo imperfetto e irregolare, basato su un equilibrio instabile, relazioni precarie, mutevolezza delle alleanze, dinamiche spaziali sempre in divenire.
L'opera della Sherman, così come la figura del clown, non si pone comunque come il soggetto dell'indagine, ma come punto di partenza, fonte di ispirazione, per intraprendere un personale percorso di ricerca.
I SOLD MY FURCOAT (studio)
di e con | Valentina Buldrini e Martina La Ragione
progetto | Choreoroam, Coproduzione Tir DanzaIl corpo viene utilizzato come strumento di presentazione di abitudini, ossessioni, ricordi.. strumento deformabile che crea immagini in bilico e un'idea inusuale di corpo Attraverso l'azione, la volontà di confondere per destabilizzare
lo sguardo dello spettatore:
è il disagio di esistere
è la deformazione
è il ridicolo
è il confondere
è l'attesa dello sguardo
è il grottesco
è il vulnerabile
è il disturbo
è continui cambi psicologici
è il desiderio di esplorare
è il giocare sui differenti modi di presentarsi
è l'ossessione della bellezza
è paura dei propri istinti
è l'assenza
è l'attesa dello sguardo
IN BETWEEN ( and the sky) (prima nazionale)
di | Simone Sandroni
produzione | EnKnapGroupIl lavoro è stato realizzato come secondo capitolo di In Between e rappresenta la continuazione, lo sviluppo, nell'ambito di questa performance, di Earth, coreografato da Lenka Flory.
Il lavoro presenta un cielo immenso e sconfinato dove la gente si cerca per evitare la solitudine. Nello sfiorarsi l'un l'altro, le persone si seducono, si studiano nella diffidenza reciproca, tentano di dominarsi a vicenda, di abbandonarsi, si invidiano, lottano e combattono. Si voltano verso la terra e pensano alla felicità perduta, lasciata là.
"Invece di volare noi ci siamo ritrovati a scavare nella terra gelida. Ci siamo lasciati cadere con l'idea che l'impatto con la terra avrebbe reso possibile penetrarla fino ad averne una piena comprensione. Seguendo l'impulso verso la giustizia, ci siamo messi sulle tracce della colpa e l'abbiamo trovata stampata sullo specchio della nostra coscienza, piccola, inesperta, spaventata.
Ecco, questi sono coloro ai quali abbiamo prestato orecchio e ai quali abbiamo dato ubbidienza quando ci è stato ordinato di fare, non di vivere - di parlare, non di ascoltare, di proteggere noi stessi con uno smalto fatto di MESTESSO_IO, il materiale più grezzo e più futile di tutti, adatto soltanto per proteggerci dall'insicurezza. Il gelo ci ha colto di sorpresa; nell'oscurità, non eravamo più in grado di riconoscerci. Nemici, è quello che siamo diventati e abbiamo cominciato a ferirci attraverso le lame della paura, del panico e dell'indifferenza".
"Eravamo già lì, ma siamo andati a cercarci altrove".Web
www.tanzelarija.org
www.en-knap.com
BIGLIETTI/TICKETS
Intero/Full Price € 12
Ridotti/Reduced € 10 [ residenti Comune di Venezia, giovani (under 18), anziani (over 65), Rolling Venice, Carta Giovani, Venice Card, San Servolo Card]
Soci Vortice € 8
Giovani a Teatro € 2.50
PREVENDITE
BIGLIETTERIA ON LINE / BUY ON LINERETE DI VENDITA HELLO VENEZIA
call center (+39) 041 24.24
www.hellovenezia.itAPT VENEZIA
Uffici di Piazzale Roma, San Marco, Giardini reali, Lido
Informazioni e prenotazioni/Information and reservations:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it
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email: vortice@provincia.venezia.it--------------------------------------------------------------------------------