ORLANDO
da Orlando di Virginia Woolf
adattamento e regia | Stefano Pagin
con | Stefania Felicioli, Michela Martini, Massimo di Michele
musiche originali | Gabriella Zen
disegno luci | Pieter Jurriaanse, Moritz Zavan
realizzazione scene | Matteo Torcinovich, Marino Ingrassia
aiuto regia | Maura Plenzio
art director | Gaia Dolcetta
costumi | Gaia Dolcetta e Stefano Nicolao
sartoria | Nicolao Atelier - Venezia

una produzione Teatro Fondamenta Nuove, Teatro Stabile del Veneto, La Biennale di Venezia
in collaborazione con Comune di Venezia - Assessorato alla Produzione Culturale

Il regista Stefano Pagin rilegge il celebre romanzo di Virginia Woolf in un succedersi poetico e emozionante di avventure che, dalla fine del '500, giunge fino ai giorni nostri, attraversando i secoli.

Protagonisti dello spettacolo sono Stefania Felicioli e Massimo Di Michele, che si alternano nei ruoli di Orlando e delle sue/dei suoi amanti, insieme a Michela Martini che dà il volto a uno straordinario campionario di Regine e Granduchesse.

Accompagnato dalle originali musiche di Gabriella Zen, Orlando vive la bellissima e dolorosa storia d'amore con Sascia, si fa inviare ambasciatore a Costantinopoli, si risveglia donna e ha deliziose avventure fra gli zingari. Al ritorno in Inghilterra nel '700, sempre intenta alla composizione del poema The Oak Tree, ma dedita anche a scappatelle notturne, Orlando vive poi l'epoca della crinolina e del moralismo vittoriano e deve sposarsi, per poi ritrovarsi nell'epoca presente.

Allegoria dell'amore e dell'artista, intriso di ironia e erotismo, "Orlando" è uno spettacolo che sa fondere poesia, romanticismo e avventura, in un continuo rovesciamento di ruoli e prospettive.

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"La regia di Stefano Pagin asseconda la trama con polso e con grazia, per fare di quella complessa vicenda erotico/esistenziale un matematico specchio del teatro"
Gianfranco Capitta - Il Manifesto

"Il virtuosismo plastico e la duttilità degli attori, la varietà dei timbri e l'utilizzo degli oggetti scenici sono il sale di questo lavoro"
Giambattista Marchetto - Il Gazzettino

"Il regista veneziano supera abilmente le trappole della letteratura, trasformando i tre interpreti in scena in personaggi che si narrano entro il vorticoso schema dell'eterno ritorno"
Carmelo Alberti - Il Mattino di Padova


Note di regia

Poiché l'amore, al quale ora possiamo ritornare, ha due volti: uno bianco l'altro nero; due corpi; uno liscio l'altro villoso. Ha due mani, due piedi, due code; due, insomma, di ogni membro, e uno è l'esatto opposto dell'altro. Eppure, essi sono così strettamente connessi che non è possibile separarli.

Orlando V. Woolf

Leggendo e rileggendo Orlando di Virginia Woolf nel corso degli anni, ho sempre avuto la stessa impressione, che il mistero di questo romanzo potesse essere interpretato anche con la chiave del mito, o con quella della "prova dell'eroe", o quella di una educazione sentimentale, proprio come una favola di iniziazione . Ho sempre avuto l'impressione che Orlando cercasse (una ricerca anche di androginia artistica) nel Tempo e nello Spazio la metà di se stesso, per ritornare se stesso, e che la Storia e lo Spazio invece cercassero di fargli perdere la strada, gli proponessero modelli fasulli, travestimenti molto simili di una antica completezza. Orlando insomma come il mito di Aristofane.

Abbiamo cercato di evidenziare la ricerca della metà di se stessi attraverso uno sdoppiamento di ruoli : amante e amato risulteranno la stessa persona nello scorrere dei secoli e il cambio di sesso.

Orlando viene così interpretato da due attori rispettando la convenzione del genere sessuale proposta dal romanzo. Egli, poiché non v'era dubbio sul sesso…

Orlando ragazzo alla fine del cinquecento si innamora di Sasha, che sarà Orlando donna nell'ottocento, che sposa Shelmerdine, che a sua volta interpretava Orlando nel '500. Un gioco di specchi, insomma, nei quali Orlando scorge la propria immagine, ma quando sta per raggiungerla questa si allontana, percorre i secoli e muta genere sessuale.

Inoltre una terza attrice ha assunto il ruolo del Super-Io della storia, interpretando tutte le regine e altre due figure del racconto: Elisabetta I, Anna di Danimarca, L'Arciduchessa Harriet, L'Arciduca Harry, La Regina Vittoria, Elisabetta II.

La riduzione e l'adattamento per il teatro si concentrano sulle storie d'amore del protagonista, così alcune zone del racconto rimangono del tutto fedeli e altre invece sono ampiamente sorvolate.

Stefano Pagin


guarda il promo dello spettacolo:

prima parte

seconda parte

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Distribuzione | Maura Plenzio:
mauraplenzi@tiscali.it

Informazioni:
041 5224498, produzioni@teatrofondamentanuove.it

Vortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it

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