
L'AIA
André Gingras - CYP 17 (prima nazionale)
20 giugno - Teatro Fondamenta Nuove - ore 21.00
21 giugno - Teatro Fondamenta Nuove - ore 19.00
coreografia André
Gingras
con Manuel Ronda - costumi Justin Giunta, André Gingras - luci Ben
Fisscher - video Fabio Iaquone - drammaturgia Sue Jane Stoker - produzione
Korzo Productions, The Hague, The Netherlands - in collaborazione con Ambasciata
dei Paesi Bassi - Roma
€ 12 / ridotto € 10
coreografia André Gingras
con Manuel Ronda - costumi Justin Giunta, André Gingras - luci Ben
Fisscher - video Fabio Iaquone - drammaturgia Sue Jane Stoker - produzione
Korzo Productions, The Hague, The Netherlands - in collaborazione con Ambasciata
dei Paesi Bassi - Roma
Canadese, con studi di teatro, letteratura inglese e danza contemporanea
a Toronto, Montreal e New York, è però nella Grande Mela che
Gingras completa la sua formazione di danzatore e coreografo lavorando con
Christopher Gillis, Doug Varone, Mariko Tanabe, la Doris Humphrey Repertory
Co., Lucas Hoving, e interpretando le coreografie di José Limón,
in tour nordamericano. All'arrivo in Europa, nel 1996, è impegnato
come solista con Robert Wilson, di cui segue le tournée internazionali
con gli spettacoli TSE (1996), Seventy Angels on the Facade (1998) The Days
Before (1999), Relative Light (2000), Prometheus (2001). In Olanda lavora
con Arthur Rosenfeld (Kop eraf, 1996), Onafhankelijk Toneel (Hamlet, 1997)
e Min Tanaka (The magic flute, 1998).
È solo dal 1999 che Gingras comincia a creare proprie coreografie, in cui si ispira costantemente a fonti letterarie e teatrali, per poi eleggere a motivo centrale degli ultimi lavori una originale confluenza tra scienza e arte: crea the earth which has filled her mouth (1997), l'assolo FEAST, commissionato dalla Rotterdam Arts Foundation, Fujita's Scale (2000). Nell'autunno del 2000, la nuova coreografia di Gingras, CYP17, che mescola la teoria deleuziana della reimmaginazione del proprio corpo con le più recenti speculazioni sulla manipolazione genetica, viene premiata al CaDance Festival a L'Aia. Per questo lavoro Gingras si è avvalso delle installazioni di Fabio Iaquone, video aritsta che ha collaborato spesso con Giorgio Barberio Corsetti e Bob Wilson, e di cui alla Biennale si è visto nel 2002, per Temps d'images, 01Zoovenice.
Lo scorso anno Gingras ha lavorato con il regista Peter Stein come coreografo per Penthesilea, che ha debuttato ad Epidauro, e ha creato un nuovo lavoro, The Sweet Flesh Room, per il CaDance Festival a L'Aia.
"Manuel Ronda, nella coreografia da André Gingras, danza e recita
in CYP17 il ruolo di un prigioniero della tecnologia del futuro. Lo spettacolo
è una riflessione sulla manipolazione fisica che si chiude su un'immagine
ad effetto: un video-occhio calato dall'alto mostra il cranio rasato del
danzatore in primo piano, mentre vengono lette le prime rivoluzionarie osservazioni
di Galileo Galilei sulla luna. Come allora furono rivelati i segreti dei
pianeti, oggi si pensa di rivelare il segreto dell'uomo" ("Rheinische
Post").
"Movimenti, immagini, parole rarefatte
sono assemblate in un lavoro di forte impatto. I video proiettati sulle
pareti bianche che delimitano lo spazio scenico immettono lo spettatore
nella stanza di un laboratorio genetico. In mezzo, Manuel Ronda, è
solo, in preda ai suoi tic: una sequenza di movimenti rigidi ripetuti in
maniera quasi autistica. Quando si accorge di essere stato geneticamente
manipolato, attraverso le protesi che lo circondano e che lo rimodellano
in mille modi diversi, si sente estraneo al suo stesso corpo. Nell'urgenza
di ricreare se stesso, l'uomo produce un essere mostruoso di cui Gingras
mette in mostra la disintegrazione: un folle, prigioniero dei mutamenti
genetici" ("Frankfurter Rundschau")
Ultimo aggiornamento 23-mag-03