Il Campiello
di Carlo Goldoni

Regia di Giuseppe Emiliani

Personaggi e interpreti:
Lucietta Marta Paola Richeldi
Anzoletto Stefano Rota
Catte Lucia Schierano
Pasqua Paola Brolati
Gasparina Sara Paolini
Orsola Linda Bobbo
Zorzetto Vanni Carpenedo
Gnese Betty Andriolo
Cavaliere Christian Renzicchi
Fabrizio, Sansuga Luigi Ballarin

Scene di Emanuele Luzzati
Costumi di Stefano Nicolao
Musiche di Massimiliano Forza

Elementi scenografici di Matteo Torcinovich
Luci di Mauro Marri
Aiuto regia Valentina Fornetti

Si ringrazia per la gentile collaborazione il Teatro Stabile del Veneto


Produzione Teatro Fondamenta Nuove 2005

In collaborazione con
Comune di Venezia - Assessorato al Turismo

In occasione del Carnevale di Venezia 2005

Con il sostegno del Programma di iniziativa comunitaria Interreg IIIA Italia-Slovenia


Un capolavoro amatissimo di Goldoni.
Un regista vincitore del Premio Flaiano 2004.
Un teatro simbolo di una Venezia che vive e produce cultura.
Una Venezia reinventata ogni volta dalla magia.
Un Campiello che sembra uscito da un sogno felliniano!


Il Campiello - note di regia

Il segreto del fascino di Venezia forse sta nella sua apparente immutabilità, nel suo resistere al tempo.
Venezia, prima ancora che un'anomalia urbanistica, è un modo inedito di stare al mondo, è l'esistenza reinventata da cima a fondo, è un laborioso e delicato capriccio dell'Essere...
Spesso mi capita di sostare in un campiello veneziano e dopo un po' mi accorgo di guardare la vita che vi si svolge con lo sguardo incredulo e inebetito di un turista che vede Venezia per la prima volta. Il suo sguardo non vede, non guarda. Perché il suo è uno sguardo che immagina. E allora quel campiello che ho davanti diventa per me il perimetro magico di un luogo senza tempo dove tutto può accadere...
E tutto accade in un giorno, in una fredda giornata di febbraio durante il carnevale dell'anno 1756, l'anno in cui fu scritta la commedia ...Ma tutto potrebbe essere accaduto nel febbraio del 1954, il giorno in cui io venni al mondo... E tutto riaccade oggi (sembra un miracolo) in occasione del carnevale 2005, a Venezia, in un teatro dalle "fondamenta nuove", perchè nuovo è il suo modo di proporsi alla realtà...
Tutto accade in un campiello, in uno spazio di realismo magico, spazio del rito del gioco e del rito dell'amore, spazio di vita in comune, di scontri e di riappacificazioni: il campiello come luogo teatrale del quotidiano e nello stesso tempo luogo dell'anima nel quale si scioglie la differenza tra vita reale e teatro, tra realtà e finzione scenica.
Il campiello come luogo della nostalgia di un tempo che forse non c'è mai stato: un tempo dove l'amore era amore, la gioia era gioia, la baruffa era baruffa, gli addii erano addii... Un tempo in cui l'incertezza del domani non faceva perdere la voglia di vivere il presente...
Il Campiello è"una festa poetica" per gli orecchi e per gli occhi: un concerto di voci, un continuo movimento di emozioni, un universo chiuso, ripiegato su se stesso, nel quale tutti i personaggi vivono allo stesso ritmo, in "osmosi" per così dire nei confronti dell'ambiente.
"Vi si giuoca, vi si balla, vi si fa chiasso, ed ora è il soggiorno del buon umore, ora il teatro delle risse": il campiello sembra essere un utopistico spazio in cui niente può più accadere: una sorta di numerosa famiglia nella quale i battibecchi che possono nascere tra i vari membri finiscono sempre col placarsi nell'interesse della comunità. Un microcosmo armonioso minacciato dall'intrusione di elementi estranei. E sarà il "morbin" del carnevale a minacciare la pace del campiello e soprattutto (almeno in un primo momento) la presenza di un foresto, il Cavaliere, in cerca di un "ultimo piacere"...
Il campiello è uno spazio senza padri, abitato e dominato dalle donne. Tre vecchie, tre giovani, un ragazzo. Gli uomini sono assenti o non appartengono al campiello: Fabrizio è un ospite casuale. Il Cavaliere è un visitatore di passaggio, Anzoletto vive altrove. E Simon un vecchio girovago senza tempo...
Il campiello è uno spazio in cui si vive e si guarda vivere.
Uno spazio di speranze impossibili dove vecchie madri sognano di tornare fanciulle, dove giovani figlie sognano di liberarsi al più presto della loro condizione di putte.
Un luogo di concreti atti quotidiani e nello stesso tempo luogo del gioco e della festa.
Uno perimetro di utopica innocenza attraversato da viandanti alla ricerca di un isola ( o forse di una Venezia) che non c'è.
(Giuseppe Emiliani)


Recensioni

G.A. Cibotto - Il Gazzettino, 30 gennaio 2005

C. Alberti - La Nuova Venezia, 1 febbraio 2005

G. Barbanti - La Nuova Venezia, 30 gennaio 2005

A. Porcheddu - www.delteatro.it, 21 febbraio 2005

M. Carone - Tgr Veneto, 15 dicembre 2005 (Video formato avi 19mb)

C.M. Pensa - Famiglia Cristiana, n. 2, 8 gennaio 2006

A. Audino - Il Sole 24 Ore, 22 gennaio 2006

G. Accattatis - Il Gazzettino, 31 gennaio 2006


Scheda tecnica su richiesta


Foto di scena (clicca sull'immagine per versione stampa - 4 mega )


GIUSEPPE EMILIANI
Curriculum

Regista e autore di teatro. Vincitore del Pegaso d'Oro 2004 per la regia teatrale del Premio Internazionale Flaiano. Nel 1979 fonda e dirige la Compagnia Teatromodo di Venezia. Nel 1994 inizia la sua collaborazione con il TEATRO STABILE DEL VENETO con le regie di Chi la fa l'aspetta (di C. Goldoni, 1994), I due gemelli veneziani (di C. Goldoni, 1995), Una delle ultime sere di carnovale (di C. Goldoni, 1996), Le ultime lune (regista assistente) di F. Bordon con M. Mastroianni (1996), La collina di Euridice (di Paolo Puppa, 1997) La trilogia di Zelinda e Lindoro (di C. Goldoni, 1999). Dirige la Scuola di teatro del Teatro Stabile del Veneto negli anni 1997, 1998, 2000. Per il TEATRO CARCANO di Milano dirige L'uomo, la bestia e la virtù (di L. Pirandello, 1997) con Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, Un amore (di D. Buzzati) con Giulio Bosetti e M.Bonfigli (1998). Per il TEATRO FILODRAMMATICI di Milano dirige George Dandin (di Molière, 1998) .Autore e regista di "Bonne Nuit, Monsieur Goldoni" (Teatro Argot in collaborazione col Teatro Stabile del Veneto, 2001) con Mario Valgoi. Per la Compagnia PAMBIERI-TANZI dirige "Vite Private" di Noel Coward (2002). Per la Compagnia I FRATELLINI di Firenze: Il guardiano (di H. Pinter, 2000) con Marcello Bartoli e Dario Cantarelli, Arlecchino servitore di due padroni (di C. Goldoni, Estate Veronese, 2001) Don Giovanni di Moliére (2003). Per il TEATRO DI VERDURA di Milano allestisce A Ghisola, tuo Gabri con Franca Nuti e Giancarlo Dettori (2004). Per il TEATRO FONDAMENTA NUOVE di Venezia allestisce "Notturni indiani" (2004), cura la regia di Clitennestra per una notte da Eschilo a Marguerite Yourcenar e dirige Il Campiello di Carlo Goldoni per il Carnevale 2005.


Informazioni:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it

Vortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it


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